Second Life, punizioni reali o virtuali?

La Second Life mania impazza e la Linden Lab, la società proprietaria della piattaforma, corre ai ripari: presto il mondo virtuale potrebbe infatti essere vietato ai minori di 18 anni a seguito dei numerosi episodi di pedofilia e violenza.

Le autorità tedesche hanno scoperto infatti l’esistenza di materiale pedopornografico proprio in Second Life; a questa scoperta ha fatto seguito l’individuazione di un giro di affari sporchi che riguardano sesso estremo, orge, truffe e appunto pedofilia resi possibili proprio dalla natura virtuale, e dunque poco controllabile, di Second Life.

Per questo Philip Rosedale, fondatore e amministratore delegato di Linden Lab, ha dichiarato che “Second Life è solo per adulti. Condanniamo senza mezzi termini la pornografia infantile. Adotteremo misure severe per contrastare questi casi. Soltanto chi ha più di 18 anni anche nella vita reale, potrà avere accesso alla piattaforma”.

Aggiungendo: “stiamo esaminando diversi sistemi di verifica per rendere accessibile il programma solo ad utenti maggiorenni. Uno di questi potrebbe essere l’identificazione per mezzo della carta d’identità, del passaporto o della patente di guida”.

Ricordiamo che Second Life dispone già da qualche mese della piattaforma Teen Second Life, un’area apposita per i ragazzi con un’età compresa tra i 13 e i 18 anni per entrare nella quale si accetta un contratto di adesione in cui si dichiara che i genitori sono a piena conoscenza del fatto che i figli frequentano la piattaforma virtuale e che i genitori stessi hanno letto e accettato le condizioni d’uso dell’ambiente dedicato ai più piccoli.

Interessante l’interrogativo che si è posto il Washington Post in Virtual Crime may come with real-life punishment: come comportarsi di fronte a episodi di stupro o di pedofilia che avvengono online? Ovvero, come punire chi si rende colpevole di comportamenti sbagliati? In maniera reale o in maniera virtuale?

Linde Lab ha infatti bloccato due utenti, un uomo di 54 anni e una donna di 24 anni, che hanno ricreato un rapporto sessuale virtuale tra un bambino e un uomo adulto ma sono montate le proteste da parte di altri utenti della piattaforma virtuale che si sono chiesti: “avete escluso due utenti, entrambi maturi, che hanno inventato solo un gioco di ruoli? Non ci sono stati bambini in questo atto. Da quando la fantasia è contro la legge?”.

Il dibattito è aperto e non si ferma certo a questi interrogativi ma chiama in causa anche le possibili leggi e regole che dovrebbero essere adottate in questo mondo virtuale che, non avendo confini geografici, non può essere sottoposto ad un determinato codice legislativo o morale.