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13 Dec

Tassa sul diritto d’autore, l’equo compenso aumenta

La Redazione
15 gennaio 2010
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Colpo basso agli utenti quello inflitto dal decreto Bondi dello scorso 30 dicembre che, in vista di approvazione finale, pone rigide regole per l’utilizzo di supporti che potenzialmente consentono la riproduzione privata di contenuti coperti da diritto d’autore.

Il decreto stabilisce una tabella con i prezzi che vanno applicati ai supporti fisici come per esempio chiavi USB in relazione alla loro capacità, stabilendo che si dovrà pagare una tassa anche per computer e cellulari che consentono la memorizzazione e la fruizione di opere audiovisive protette dalla legge 633/41 sul diritto d’autore.

Lo scopo è garantire "l’equo compenso", ovvero l’ammontare dei diritti che vengono corrisposti agli autori o ai loro editori in maniera preventiva e dunque ipotizzando che si faccia uso di questi supporti in questa maniera.

Sull’allegato si legge dunque che si pagheranno 36 centesimi per una chiavetta Usb da 4 giga, circa 50 centesimi per un Dvd riscrivibile, quasi 10 euro in più per i dischi rigidi da 15 giga montati sui lettori Mp3 (per esempio sugli iPod) e 30 euro per un hardisk con una capienza superiore a 250 gigabyte.

Lo stesso allegato parla di aumenti commisurati al passare del tempo e che si estendono sui tre anni.

La scelta del Governo è chiara: penalizzare i consumatori e le aziende produttrici per salvaguardare la Siae ma la conseguenza è altrettanto chiara e riguarda l’impossibilità del Paese di crescere perchè non supportato da un’adeguata politica di tutela di tutti i soggetti coinvolti nella potenziale, e necessaria, avanzata tecnologica.

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