Telecom risarcisce utenti Adsl stressati

Ottima notizia per tutti coloro che, a vario titolo, sono alle prese con i (dis)servizi di Telecom Italia: una recente sentenza del Giudice di Pace di Catanzaro ha infatti stabilito che Telecom Italia ha cagionato enorme stress ad un utente per non aver somministrato in maniera corretta, come da contratto, i servizi proposti.
Nello specifico, l’utente X nel dicembre 2002 chiede l’attivazione del servizio ADSL Alice Time chiedendo contestualmente la cessazione della linea ISDN precedentemente attivata; nel giro di pochi mesi, il servizio richiesto viene disattivato senza giustificazione e, nonostante le richieste di assistenza, continua a non essere somministrato in quanto vittima di quello che viene definito “scaricabarile” da un lavoratore del call center Telecom ad un altro per tempo immemore.

A questo punto l’utente X, stremato, ricorre contro Telecom chiedendo il risarcimento dei danni economici ma soprattutto morali ed esistenziali; danni accordati dal Giudice di Pace di Catanzaro che ha anche stabilito i motivi per cui è necessario che l’utente venga risarcito dall’azienda.

In primo luogo, infatti, Telecom è stata ritenuta colpevole per aver violato i diritti del consumatore che sottoscrive un servizio a distanza in base al decreto legislativo n. 185/1999 che, recante le disposizioni in materia di protezione dei consumatori nei contratti a distanza, è ancora valido in quanto inserita nel Codice del Consumatore; secondo il Giudice, Telecom ha violato dei principi posti a tutela del consumatore finale tra cui il fatto che è vietato  fornire beni o servizi al consumatore in mancanza di una sua previa ordinazione nel caso in cui la fornitura comporti una richiesta di pagamento e che il consumatore non è tenuto ad alcun pagamento in caso di attivazione di servizi non richiesti.

Nello specifico, dice il Giudice, nei fatti accaduti tra l’utente X e Telecom, l’azienda non permetteva all’utente di disdire il precedente contratto incorrendo nella violazione dell’art. 12.

In secondo luogo, Telecom è rea di non aver rispettato il dettato dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni che impone l’obbligo di trasparenza nella comunicazione delle condizioni contrattuali.

Nel corso del processo all’utente, pur non avendo dati oggettivi che dimostrassero lo stress dovuto ai problemi con Telecom, Il Giudice ha riconosciuto il danno esistenziale applicando il principio di cui all’art. 1226 del codice civile, secondo cui se il danno non può essere calcolato nel suo preciso ammontare viene liquidato dal giudice con valutazione equitativa.

Telecom Italia dovrà così sborsare 500 euro nei confronti dell’utente stressato e dovrà pagare anche i costi dell’avvocato.

Il testo della sentenza, che potrebbe così costituire un precedente nelle mani dei consumatori è disponibile cliccando qui.