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17 Dec

Blackberry: il Q5 non sfonda, società in perdita. Si valuta la vendita

LaRedazione - 13 agosto 2013
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13 agosto 2013
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Guai in vista per Blackberry: il Q5 non sfonda e la società è in perdita. Si valuta la vendita della società canadese, che ha già attraversato un periodo di transizione, trasformando il proprio marchio dall’originale RIM, ovvero Research in Motion, in Blackberry, dal nome del prodotto di maggiore successo dell’azienda nordamericana. Ovvero lo smartphone con tastiera fisica qwerty, che per molto tempo ha tenuto testa ai colossi del settore, come Samsung ed Apple.

Il passaggio da RIM a Blackberry testimoniava però proprio la difficoltà dell’azienda a competere a tutto tondo con i colossi delle altre parti del mondo: da qui la decisione di affidarsi totalmente al marchio che aveva permesso di ottenere alla società un successo planetario. Per questo 2013 ad alto tasso di competitività, Blackberry aveva puntato forte sul lancio del nuovo modello Q5: un design diverso con un case in alluminio che strizza l’occhio a quello di iPhone 5, con alcuni cambiamenti importanti anche per quanto riguarda la tastiera, confermata ma ridotta nelle dimensioni, e soprattutto considerando il nuovo ruolo di primo piano ricoperto dal touchscreen.

Una svolta che non sembra però aver trovato il consenso del mercato, e le vendite, anche se discrete al momento del lancio del dispositivo, non riescono certo a confortare Blackberry riguardo le prospettive per il futuro. Così, dopo una trimestrale già difficile, e soprattutto antecedente al lancio del nuovo Q5 che come detto non sembra aver migliorato le cose, Blackberry ha comunicato di stare valutando ogni possibile opzione per il futuro, per cercare di pianificare una strategia che possa comportare una ripresa economica, in tempi abbastanza ristretti, per l’azienda. Possibilità che non escludono neppure la vendita in mani esterne dell’ex RIM, oppure, in maniera forse meno traumatica, un accordo di collaborazione che permetta ad un’altra società di entrare in Blackberry, portando con sé nuove idee e soprattutto capitali freschi.

Thorsten Heins, amministratore delegato dell’azienda canadese, parteciperà attivamente alla commissione istituita per cercare di trovare una soluzione alla crisi finanziaria del gruppo: d’altronde le conquiste tecnologiche ottenute da Blackberry in questi anni potrebbero a loro volta far gola a diverse aziende concorrenti: bisognerà però valutare se esse riterranno opportuno investire capitali nella concorrenza. Dunque prima di qualsiasi mossa, sarà interessante vagliare il piano industriale di rilancio, e se esso prevederà una cessione totale di Blackberry, oppure se proporrà semplicemente una joint venture con un soggetto esterno, per rilanciare le sorti di un’azienda che è stata capace di fare tendenza nel mondo della tecnologia.

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