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Nsa: anche Angry Birds serviva a spiare gli utenti

LaRedazione - 29 gennaio 2014
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29 gennaio 2014
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Nsa anche Angry Birds serviva a spiare gli utenti.

Il Datagate torna in primo piano con l’utilizzo di “Angry Birds” per spiare gli utenti. La notizia si riferisce ai documenti forniti dalla “talpa” Eric Snowden, e pubblicati su vari siti internet americani come quello del New York Times e del Guardian.

Secondo quanto raccontano i documenti, le due agenzie hanno collaborato tra loro al fine di ottenere dei dati, che sono stati poi memorizzati, attraverso delle app, denominate “leaky app”. Con queste applicazioni si potevano ottenere dati riguardanti l’età, il sesso e la localizzazione geografica degli utenti, oltre ad altri dati personali, ed al codice che identifica i vari dispositivi mobili.

Per quanto riguarda la localizzazione geografica, veniva utilizzato “Google Maps”. Le due agenzie hanno anche cercato di “copiare” sia gli elenchi degli amici che le rubriche telefoniche di chi si collega ai vari social network come Facebook, Twitter ed altri. Questa caccia ai dati, sempre secondo i documenti in possesso di Snowden, dura dal 2007 ed è stata attuata attraverso una serie di app che si è modificata ed ingrandita nel corso degli anni.

Dopo le proteste che nei mesi scorsi sono arrivate da varie parti, anche il presidente Barack Obama si è interessato al problema ed ha annunciato che verranno messe in atto varie modifiche riguardo alle attività delle agenzie di “Intelligence” che rafforzeranno la privacy dei cittadini.

Il Presidente però non ha parlato di questo specifico problema derivante dall’utilizzo delle app, e nemmeno delle innumerevoli informazioni che le agenzie hanno raccolto nel corso degli anni passati. Tra le varie voci incontrollate che si susseguono, era uscita anche quella che voleva l’azienda finlandese produttrice di “Angry Birds” coinvolta nello spionaggio, ma l’azienda ha subito smentito questo fatto, asserendo di non aver mai prestato la propria collaborazione ai servizi segreti, e di non aver avuto mai nessuna comunicazione in merito.

Le grandi case americane che si occupano di high tech sono naturalmente molto preoccupate per l’impatto che un eventuale loro coinvolgimento può avere per quanto riguarda la fiducia dei clienti nei loro confronti, ed a questo proposito Barack Obama ha concesso loro la possibilità di rendere pubbliche, in termini di “grandi numeri”, le richieste che hanno ricevuto da parte delle agenzie governative.

Questa possibilità è stata comunicata a Google, Microsoft, Facebook, Yahoo!, Linkedin ed altri con una lettera di James Clapper, il coordinatore delle agenzie di “intelligence” americane, tra le quali quella di Snowden, la Nsa. Alla fine forse si potrà dire che spiare gli utenti attraverso app come “Angry Birds” era tutto un gioco.

 

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