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16 Dec

Nsa: supercomputer per decodificare segreti di stato

LaRedazione - 3 gennaio 2014
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3 gennaio 2014
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nsa super computer

La Nsa, National Security Agency, sarebbe impegnata a ideare un supercomputer che possa decodificare e decrittare qualunque tipo di codice di protezione.

La scoperta deriva dalla lettura e dall’analisi di un insieme di documenti inediti che la celebre talpa del Datagate, Edward Snowden, avrebbe messo a disposizione del quotidiano americano Washington Post. Tali carte rivelerebbero che scopo della Nsa è quello di creare un elaboratore in grado di penetrare i segreti di Stato attraversando barriere e firewall di siti Internet ritenuti sicuri, scoprendo dati bancari, medici, aziendali e governativi di ogni parte del mondo. Il progetto, sempre stando ai documenti forniti da Snowden, sarebbe denominato Penetrating Hard Targets (in pratica, Penetrando gli Obiettivi Difficili), e avrebbe un costo di poco inferiore agli ottanta milioni di dollari.

Immediatamente gli analisti internazionali e gli osservatori politici ed economici hanno rintracciato una similitudine tra le proiezioni dei documenti svelati e un film degli inizi degli anni Novanta, chiamato I signori della truffa, nel quale i protagonisti Sidney Poitier e Robert Redford provavano a penetrare le reti delle aziende sfruttando delle tecniche di hacking particolarmente innovative.

Accadrà così anche nella realtà? Per ora si sa che a College Park, nei laboratori del Maryland in cui ha sede l’agenzia di sicurezza nazionale americana, si parla al momento di sperimentazioni, e non ci sono risultati concreti. In questa corsa verso il quantum computer (per la quale si sarebbe in ogni caso su una strada ottima), per altro, l’Unione Europea non starebbe a guardare, e addirittura la Svizzera parrebbe inserirsi. Insomma, da un lato la Nsa è interessata principalmente al potenziale di spionaggio; dall’altro lato il resto del mondo, con l’Europa in testa, immagina e lavora su applicazioni nei diversi ambiti della ricerca scientifica e industriale.

Pare, ad ogni modo, che prima di arrivare ai primi risultati concreti dovranno passare almeno altri cinque anni, necessari per lo sviluppo delle potenzialità del super-computer: questo è quel che ha dichiarato Seth Loyd, professore del Mit, il Massachusetts Institute of Technology. I quantum computer di piccole dimensioni che la D-Wave Systems ha venduto finora alla Nasa, a Google e alla Universities Space Research Association, infatti, non sarebbero ancora in grado di violare le barriere e individuare le chiavi di crittazione.

Nei prossimi mesi, probabilmente, ne sapremo di più, e non è escluso che da Edward Snowden, uomo dalle risorse apparentemente infinite, non possano provenire ulteriori documenti e carte della Nsa in grado di svelare come sarà il supercomputer che servirà a decodificare segreti di stato.

 

 

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