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Smartphone: è possibile ricaricarli con la pipì

LaRedazione - 20 luglio 2013
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20 luglio 2013
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L’autonomia degli smartphone è un problema sempre attuale, ma la notizia che presto sarà possibile ricaricarli semplicemente grazie alla… pipì, sarà senz’altro destinata a far discutere. Il problema della batteria infatti spesso non è indifferente per quanto riguarda i dispositivi di telefonia mobile: ultimamente lo sviluppo delle tecnologie delle batterie al litio e dei supporti ricaricabili senza fili è riuscito a fornire una grossa spinta al settore, ma il sogno degli utenti di tutto il mondo resta quello di uno smartphone facilmente ricaricabile in qualunque luogo ci si trovi, magari grazie alle fonti di energie alternative.

Spesso si è pensato a quella solare, come esempio più chiaro di come le risorse naturali possano essere sfruttate per produrre energie, ma la notizia arrivata direttamente dalla Gran Bretagna, per la precisione dai Robotics Laboratory di Bristol, è destinata a sparigliare le carte nel settore. In una ricerca che peraltro è stata avallata anche dalla West of England University, è stato messo a punto uno speciale telefono cellulare che riesce a ricaricarsi grazie alle proprietà dell’urina umana. Una tecnologia pensata appunto per le necessità di oggetti usati costantemente in ambienti esterni come i telefonini, ma che può essere utilizzata, con i dovuti adattamenti, anche per rasoi elettrici o qualsiasi altro device che necessiti di fonti di alimentazione indipendente. Ma come sono riusciti gli scienziati inglesi a sfruttare la pipì per produrre energia? Sono state messe a punto delle speciali batterie definite a combustibile batterico, ovvero in grado di sfruttare le proprietà metaboliche dell’urina umana, ricavando dunque dall’azione dei microrganismi in essa presenti energia per la batteria da ricaricare.

Le prove effettuate in questo senso sono state sbalorditive, con gli scienziati inglesi che sono riusciti a telefonare e navigare su internet grazie all’energia della batteria alimentata con urina umana. Usare la pipì per produrre energia potrebbe aprire le porte ad una serie di applicazioni sbalorditive, considerando che a differenza di altre energie rinnovabili, si utilizzerebbe materiale di scarto altrimenti destinato alla dispersione, e dunque il risparmio sarebbe molto più vasto ed incisivo. Senza considerare che basterebbe bere un po’ di più, per avere sempre a portata di mano una fonte di energia per il proprio smartphone: la ricarica con la pipì è dunque all’orizzonte, in attesa di capire quali potranno essere gli sviluppi commerciali del progetto.

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