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16 Dec

Tassa equo compenso: seconda copia non è a uso privato!

Michela Fiori - 26 aprile 2014
Michela Fiori
26 aprile 2014
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tassa equo compenso

Tassa sull’equo compenso: solo 13 italiani su 100 fanno la seconda copia a uso privato.

“È il personal computer il principale dispositivo attraverso il quale si generano nuove copie, precisamente nel 69,4% dei casi”. E’ il risultato più evidente del sondaggio «Internet e la fruizione delle opere d’ingegno» del 14 gennaio scorso, commissionato dal Ministero dei beni culturali all’agenzia torinese Quorum.

Secondo quanto risulta dal sondaggio solo 13 italiani su 100 fanno una copia per uso privato dei contenuti audio-video da caricare nella memoria di un secondo dispositivo digitale. Il rapporto completo (sono 79 pagine) è disponibile sul sito del ministero, ed è stato reso noto a margine della riunione che il ministro Dario Franceschini ha tenuto con le parti per la definizione dell’equo compenso sulla copia privata. Quella che comunemente viene definita come «tassa sul telefonino».

Il rapporto da un panorama completo sugli usi e costumi degli italiani alle prese con i nuovi media digitali. Per realizzarlo sono state intervistate 1007 persone con età superiore a 14 anni, residenti in Italia. Alla domanda “Quali tra questi dispositivi usa abitualmente per acquisire contenuti multimediali?” L’86,4% ha risposto il personal computer, il 40,2% lo smartphone, seguono i tablet con il 22,7%, chiudono le smart tv con il 17% e gli e.reader con l’11,5%.

La Siae dal canto suo contesta il sondaggio perché, afferma, si tratta: “di una società prevalentemente operante nel settore elettorale. Inoltre l’indagine tende ad ottenere un panorama complessivo sugli usi da parte dei consumatori dei nuovi dispositivi solo con riferimento alla fruizione, dei contenuti resi disponibili su Internet”.

Il ministero ha confermato la volontà di proseguire l’iter legislativo e sembra manchi davvero poco all’approvazione del decreto sull’equo compenso: “Anche in assenza di un’intesa, dovrà comunque emanare il relativo decreto ministeriale, così come previsto dalla Legge”.

 

[foto: forexinfo]

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