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Tech e salute: stampante 3D salva la vita a due bimbi

Michela Fiori
21 marzo 2014
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stampante-3d

Le stampanti 3D un tempo confinate negli studi di design hanno fatto il loro ingresso nella medicina. Stanno diventando parte integrante dei macchinari di ospedali e laboratori e vengono utilizzate per realizzare protesi low cost e organi artificiali, con risultati a dir poco prodigiosi. A volte poi si trasformano in veri e propri dispositivi salvavita, come nel caso di due bimbi, Garrett Peterson e Kaiba Gionfriddom che hanno ricevuto due bronchi artificiali nuovi stampati su misura per loro dall’ospedale dell’Università del Michigan. I bronchi artificiali sono stati messi a supporto di quelli naturali e aiutano i due bimbi a respirare senza l’aiuto delle macchine.

Garrett e Kaiba soffrono di di tracheobroncomalacia una malattia che provoca “l’ammorbidimento” di trachea e bronchi riducendoli progressivamente a piccole fessure suscettibili di chiusura: ogni movimento può provocare la chiusura delle vie aeree e il conseguente soffocamento. Una malattia terribile dunque che colpisce un bimbo su 20mila.

Per realizzare le protesi con la stampante 3D, i medici hanno prima creato al pc un modello tridimensionale della trachea e dei bronchi dei pazienti. In un secondo momento hanno realizzato con la stampante delle strutture sintetiche da impiantare direttamente nei bronchi e in grado di farli respirare. Il materiale usato secondo quanto riportano i medici al New England Journal of Medicine dovrebbe riassorbirsi entro due o tre anni. L’esperimento che sa di prodigioso, apre dunque la strada a nuove applicazioni per le stampanti 3D nel settore medico e dà speranza alle tante persone in attesa di trapianto o affette da patologie degenerative.

[foto: ibtimes]

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