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17 Dec

Tecnologia: arriva il chip che si scioglie in acqua

LaRedazione - 24 luglio 2013
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24 luglio 2013
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Ecco il chip che si scioglie in acqua: l’ultima meraviglia della tecnologia con un occhio teso verso l’ambiente ed il risparmio delle risorse. Infatti con il boom degli oggetti tecnologici deputati alla vita di tutti i giorni, che hanno fatto registrare un aumento della diffusione esponenziale negli ultimi anni (il caso degli smartphone e dei tablet è quello più lampante), si è presentato un nuovo problema all’orizzonte. Ovvero, lo smaltimento dei rifiuti tecnologici, e di tutti quei componenti che spesso vengono abbandonati nelle discariche, aumentando esponenzialmente il potenziale inquinante delle stesse.

La tecnologia infatti va avanti a passi da gigante, e questa velocità si ripercuote in maniera particolare su un fattore: i dispositivi diventano infatti obsoleti sempre più rapidamente, e una delle prime equazioni del consumismo viene messa in pratica in maniera letterale, in questo settore. Più acquisti, più novità e più produzione, uguale: più rifiuti. I ricercatori dell’Università dell’Illinois, negli Stati Uniti, si sono messi al lavoro per provare a trovare una soluzione a questo che potrebbe diventare un problema pressante negli ultimi anni, in cui la popolazione dei paesi più industrializzati si trova al bivio riguardo allo smaltimento dei rifiuti.

E l’idea si è materializzata sotto forma di uno speciale chip in grado addirittura di dissolversi a contatto con l’acqua, composto da materiali biodegradabili capaci di non lasciare alcuna traccia nell’ambiente. Il chip può essere utilizzato per supportare le più moderne tecnologie, ma è fatto di seta, riuscendo quindi a dissolversi una volta immerso in acqua, alla fine del suo ciclo di utilizzo.

La quantità di immondizia prodotta, e conseguentemente lo spazio occupato in discariche sempre più sovraccariche anche a causa della massiccia produzione di rifiuti tecnologici, sarebbe dunque drasticamente ridotta. Certo, la tecnologia è ancora in via di definizione, ma una volta divenuta di ampia diffusione, con i chip in seta montati sulla maggior parte dei dispositivi in circolazione, si potrà cominciare a pensare ad uno sviluppo tecnologico che riesca ad andare di pari passo con quello ecologico. Smartphone e tablet sarebbero infatti a questo punto al termine della loro “vita” completamente riciclabili, con le parti in plastica o in alluminio separabili dai chip biodegradabili, e si potrebbe dunque raggiungere un equilibrio attualmente molto difficile da ottenere, considerando anche che molti componenti tecnologici, a contatto con altre sostanze spesso rilevabili nelle discariche, possono produrre reazioni inquinanti molto nocive per l’ambiente circostante.

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