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12 Dec

Amnesia: A Machine for Pigs. Torna il survival horror di Frictional Games

LaRedazione
10 settembre 2013
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Frictional Games torna con un nuovo titolo horror sulla scia di Amnesia: The Dark Descent. I due giochi però non hanno nulla in comune dal punto di vista della trama, ma soltanto nelle atmosfere terrificanti. Il gioco che gli utenti si troveranno davanti, A Machine for Pigs, è tutto ciò che un appassionato del genere potrebbe desiderare. Far avanzare il protagonista con visuale in prima persona è qualcosa sul quale l’utente si ritrova a riflettere numerose volte. L’oscurità delle atmosfere infatti costringe a muoversi con cautela, nell’incessante ricerca di un riparo sicuro, che non sempre è garantito dalla luce, la quale infatti potrebbe attirare degli esseri temibili, la cui solo possibile presenza ci terrorizza e atterrisce.

L’incipit è alquanto simile a quello del titolo precedente. Abbiamo infatti anche questa volta un protagonista affetto da amnesia, che si ritrova in una condizione di totale confusione e smarrimento. In questo capitolo, ambientato nell’Inghilterra vittoriana, il risveglio dell’uomo avviene in una gabbia, posta all’interna della sua magione, dalla quale viene poi liberato non si sa bene da chi. Parte così la ricerca dei suoi figli, nel corso della quale si renderà bene conto della presenza di entità sovrannaturali, responsabili della sparizione dei piccoli.

La storia prosegue con dei classici stratagemmi narrativi, come ad esempio dei biglietti con piccoli messaggi lasciati da vari personaggi, o anche delle registrazioni diffuse da un grammofono, arrivando a delle tetre voci che ricordano al protagonista alcuni eventi del passato. Come detto però a ricoprire un ruolo principale in questo capitolo, ben più che nel primo, sono l’ambientazione e l’atmosfera. Se è vero che tutti hanno apprezzato il castello di The Dark Descent, chiunque provi a giocare ad A Machine for Pigs si renderà conto facilmente che ciò che circonda il protagonista è parte integrante dell’opera. L’architettura è studiata nei dettagli e prende forma col passare del tempo, così da far calare il giocatore nell’atmosfera di una società tetra e dai contorni deviati.

Poco è cambiato del gameplay, soprattutto perché questo funzionava benissimo nel titolo precedente. Così ancora una volta abbiamo tra le mani un protagonista inerme del tutto al male che lo circonda, armato soltanto di una lanterna elettrica, ma del tutto privo di qualsiasi oggetto che possa arrecare danno. Certo a differenza dell’altro titolo la lanterna non avrà bisogno d’essere ricaricata, ma costringerà comunque il protagonista a una scelta fondamentale, ovvero quella di illuminare o meno l’oscurità che tutto avvolge, rischiando però di riuscire a vedere chiaramente nella notte i contorni della propria morte.

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