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17 Dec

Whatsapp per Android a pagamento dopo un anno, rivolta tra gli utenti

dgmag - 30 gennaio 2013
30 gennaio 2013
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Costa 79 centesimi ma gli utenti Android non ci stanno e gridano allo scandalo da quando è stato reso pubblico che la popolare applicazione Whatsapp è passata dall'essere gratuita all'essere a pagamento dopo un anno di utilizzo.

Il motivo è uno solo: chi sta usando Whatsapp si sente preso in giro e sostiene che l'azienda ha giocato con gli utenti fidelizzandoli e poi costringendoli a pagare senza che ci si possa tirare indietro a meno che non si decida di disinstallare l'applicazione.

Su iPhone nessuna critica visto che l'applicazione è sempre stata a pagamento, a 89 centesimi l'anno, e che la sua diffusione non si è arrestata calcolando però che la cifra pagata è una tantum e non, come su Android, annuale almeno non fino a nuovo avviso.

Sul blog di Whatsapp a dirla tutta i due creatori hanno scritto di non voler cedere alla pubblicità perché questo significherebbe voler mercificare l'utenza ma chiaramente questo porta, anche se non è stato esplicitato sul blog, alla necessità di fare cassa specialmente oggi che l'applicazione ha raggiunto un numero impressionante di persone e che il numero di messaggi scambiati ogni giorno è arrivato a ben 18 miliardi.

Dunque da qualche parte Brian Acton e Jan Koum dovevano iniziare a monetizzare e se per i dispositivi Apple la questione è stata risolta a monte con il pagamento della quota all'atto dell'iscrizione al servizio per i dispositiv Android (ma anche Blackberry e Windows) si è aspettato circa un anno ed è proprio questo che ha fatto imbestialire gli utilizzatori, convinti di essere stati "usati" dai creatori di Whatsapp.

Ovviamente gli androidiani pensano già a soluzioni alternative gratuite e nella fattispecie WeChat, ChatOn e Line ma la cosa sembra impraticabile visto che la maggior parte dei contatti personali, ad oggi, utilizza Whatsapp ed è difficile far spostare in massa tante persone.

Il motivo della protesta è però francamente non condivisibile: se pure è vero che Whatsapp ricava milioni di dollari dalla vendita dell'applicazione è anche vero che il singolo utente paga una sciocchezza per un servizio che lo libera dal costo degli sms e spesso anche delle telefonate: la convenienza è per entrambe le parti e lamentarsi per 79 centesimi di euro è davvero poco produttivo.

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