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16 Dec

Whatsapp e quei problemi di privacy in rubrica

dgmag - 29 gennaio 2013
29 gennaio 2013
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Impazza sugli smartphone in tutto il mondo ma WhatsApp, la popolare applicazione per l'invio gratuito di messaggi, è stata accusata di violare le leggi sulla privacy in quanto raccoglie dati anche sulle persone non iscritte al servizio accedendo alla rubrica degli iscritti.

Secondo la stampa americana in Canada e nei Paesi Bassi i Commissari per la privacy si sono interrogati sulla bontà di WhatsApp e hanno scoperto che viola le loro leggi nazionali in quanto per utilizzare il servizio l'utente deve fornire accesso alla propria rubrica e in questo modo permette a WhatsApp di entrare in possesso dei dati personali anche degli utenti che non hanno accesso al servizio stesso.

WhatsApp, dicono, una volta entrato nella rubrica non screma tra i contatti eliminando quelli che non hanno scaricato l'applicazione ma li tiene in memoria e questo determina una gestione scorretta della privacy con conseguente violazione dei diritti del singolo utente.

Nonostante la denuncia di violazione resta però il fatto che chi scarica l'applicazione accetta, al momento del download, il contratto nel quale si legge esplicitamente che l'utente "consente all’app di leggere i dati sui tuoi contatti memorizzati sul tablet, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con persone specifiche. Questa autorizzazione consente alle app di salvare i dati dei tuoi contatti e le app dannose potrebbero condividere i dati dei contatti a tua insaputa".

Cio' in poche parole implica che se un utente accetta di scaricare WhatsApp e, una volta letto, sottoscrive le condizioni d'uso l'applicazione in qualche modo viene esonerata da qualsiasi responsabilità visto che l'utilizzatore finale ha accettato cio' che gli è stato proposto; va anche detto che se io accetto il contratto per utilizzare l'applicazione ma l'applicazione ha accesso ai dati di un mio contatto che non usa WhatsApp qualche problema sorge visto che il mio contatto non ha accettato le condizioni d'uso perché non utilizza l'applicazione.

Per ora sono solo Canada e Paesi Bassi ad essersi interrogati sulla bontà di WhatsApp per quel che riguarda la privacy e non si segnalano altri casi ma, soprattutto, gli utilizzatori continuano a crescere e ben pochi si preoccupano di cosa stanno utilizzando, come e se questo potrebbe avere ripercussioni sulla gestione/diffusione dei dati personali.

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