
Stasera inizia il nuovo show Da Nord a Sud... e ho detto tutto!, programma di Rai Uno dal Teatro delle Vittorie di Roma condotto da Vincenzo Salemme.
Gli italiani sanno ridere dei loro difetti, dei loro tic; ma amano anche di più poter ridere dei difetti altrui. Del vicino di casa, di quello del campanile accanto.
O ancora meglio: di quello più lontano. Specie se sta a un'altra latitudine. In un nord o un sud, vero o immaginario che sia, da raccontarsi o raccontare sorridendo come se stesse all’altro capo del mondo. Ben sapendo che quel nord, e quel sud, in fondo albergano in ognuno di noi.
Napoli è la capitale dello sfottò. Vincenzo Salemme è l’interprete più attuale di quell’ironia barocca eppure immediatissima che gioca con l’inadeguatezza, vera o presunta, fino a trasformarla in forza. La pochade nordista è parente stretta della commedia degli equivoci partenopea.
E Da Nord a Sud... e ho detto tutto! parte proprio da qui, dalla celebre frase che Peppino De Filippo sbatteva in faccia a Totò ogni qualvolta non sapeva come trarsi d’impaccio da una spiegazione troppo complessa. Facciamola corta. Ridiamoci su. E ho detto tutto.
La sfida di Salemme, per quattro settimane, è quella di applicare a questa filigrana storica una lente di modernità. Raccontare l’eterna lotta tra polentoni e terroni con levità. Giocando coi generi, mescolandoli. Fotografando gli italiani senza alcuna pretesa sociologica, con la lente dell’ironia.
Cancellando i confini visibili tra sketch, gag, frammenti teatrali, quiz comici, aneddoti, interviste, candid camera ad hoc che raccontano la stessa situazione in contesti apparentemente alieni tra loro, da Palermo a Milano.
Accanto a lui, il cortocircuito geografico rappresentato da Anna Falchi, una finlandese made in Romagna, deputata a guardare il conduttore dall’alto in basso. Anche fisicamente.
E una serie di complici del calibro di Gabriella Germani, Maurizio Casagrande, Giorgio Panariello, Gigi D'Alessio ed Edvige Fenech. Il tutto a un ritmo elevato, senza rinunciare alla cifra partenopea e agli stilemi che hanno reso celebre Salemme, ma col fermo proposito di fare televisione.
Trasversale. Contemporanea. Così contemporanea che potrebbe rivelarsi un classico varietà della prima serata di Rai Uno. E ho detto tutto.
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