
Dopo tanto parlare, arriva in prima serata in esclusiva su Italia 1 Ugly Betty, già considerato il fenomeno televisivo del 2007.
Ugly Betty racconta le vicissitudini di Betty Suarez (America Ferrera) scelta dal magnate dell’editoria Bradford Meade (Alan Dale) per diventare l’assistente del figlio Daniel (Eric Mabius) presso la rivista supertrend Mode.
Betty non viene però scelta per ricoprire il difficile ruolo per le sue qualità intellettive, ma perchè è probabilmente l’unica donna di New York con la quale Daniel non andrebbe a letto; nonostante la sua intelligenza vivace, l’onestà, la simpatia e le idee brillanti Betty ha diversi punti che giocano a suo sfavore come un look retrò anni ’70-’80 (disapprovato anche dal nipotino Justin, appassionato fan delle sfilate di moda), occhiali spessi e l’apparecchio fisso ai denti, oltre a qualche kilo di troppo.
La ragazza è insomma un pesce fuor d’acqua nello spietato universo delle riviste di moda dove tutti sembrano superbelli e dove spesso le donne hanno un passato da modelle; ma lo spirito e le idee di Betty vinceranno l’iniziale diffidenza di Daniel nonostante le sottili operazioni di mobbing con cui i suoi invidiosi colleghi cercheranno di intralciarla ogni giorno sul lavoro.
Prodotto in Colombia e immesso sul mercato nel 1999, in America del Sud questo telefilm ha avuto uno straordinario successo, dovuto, come spiegano i critici, “al ribaltamento degli stereotipi classici del genere, prediligendo le risate alle lacrime e basandosi su dialoghi arguti ed intelligenti”.
Nonostante l'ispirazione originaria avesse presupposti prettamente umoristici, la versione seriale americana si propone di esplorare anche le pieghe più intime del personaggio dove la determinazione di Betty, comunque vada, ha il sopravvento riuscendo fin da subito a conquistare il pubblico Usa.
Bella, con qualche kilo di troppo portato con allegria (non a caso è stata la protagonista del film di Patricia Cardoso Le donne vere hanno le curve, nel 2002), America Ferrera è stata scelta per essere la protagonista di Ugly Betty e si è prestata a quel che molte attrici hanno già fatto e che parecchie non farebbero mai: imbruttirsi.
L'apparecchio per i denti, le sopracciglia cespugliose, gli occhiali spessi, i capelli in disordine e gli abiti vistosi sono le caratteristiche usate per interpretare una ragazza che viene scelta da un magnate dell'editoria per farla lavorare come assistente del figlio, presso la rivista super-trend Mode proprio perché la sua presenza scongiura ogni distrazione.
Salma Hayek, produttrice della serie e con un piccolo ruolo ricorrente, ha voluto inserire nella storia anche argomenti di attualità, come l'immigrazione clandestina.
L'attrice e la sua casa di produzione decisero infatti di adattare una telenovela colombiana di successo, Yo soy Betty, la fea (Betty la cozza), per favorire, a modo loro, l'integrazione della popolazione latino-americana che vive negli Stati Uniti.
“Betty la fea era perfetta", ha spiegato Salma Hayek, "perché non è la classica soap, ma è una commedia ironica, e una storia universale: ogni Paese ha la sua Betty. E poi, quella ragazza è una minoranza in tutto: è una donna, è latino-americana e non ha il look giusto".
"Tutti, nessuno escluso… ameranno Betty", ha non a caso scritto il New York Magazine.
Anche l'Italia si lascerà conquistare dalla brutta Betty?
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