
E' guerra serrata per fare in modo che il prossimo 27 gennaio non entri in vigore il cosidetto Decreto Romani che mette un paletto forte e significativo a determinati contenuti televisivi.
Paletto che in realtà sembra solo un modo per affossare determinate realtà facendone emergere delle altre dal momento che l'articolo 9 del decreto vieta in maniera specifica determinate tipologie di film, considerate per adulti, in un lasso di tempo compreso tra le 7 di mattina e le 23; penalizzando, di fatto, Sky, le tv indipendenti e i produttori.
L'articolo 9 del decreto Romani, cito testualmente, vieta "la trasmissione, anche a pagamento, dei film ai quali sia stato negato il nulla osta per la proiezione o la rappresentazione in pubblico o che siano stati vietati ai minori di anni diciotto nonché dei programmi classificali a visione per soli adulti" dalle 7 alle 23 "su tutte le piattaforme di trasmissione".
E se i film sono stati considerati inappropriati per i minori di 14 anni, il decreto sostiene che "non possono essere trasmessi, sia in chiaro che a pagamento, né forniti a richiesta, sia integralmente che parzialmente, prima delle ore 22.30 e dopo le ore 7.00".
A ciò si aggiunga la presenza, sempre nello stesso decreto, di una norma che impone il taglio della pubblicità per le pay tv che passano dal 18% al 12% e la voglia di accorpare la tv online alla tv classica.
Che altro dobbiamo aspettarci?
Categorie correlate
Televisione, Decreto Romani, Film Vietati, Mediaset, Pay Tv, SkyArticoli correlati





Invia nuovo commento