
David Copperfield è uno dei primi romanzi di Charles Dickens (1812-1870), che all’epoca della pubblicazione aveva 38 anni; come quasi tutti i lavori di Dickens il romanzo è stato pubblicato a puntate mensili su un giornale di proprietà dello scrittore riscuotendo un successo enorme.
Molti elementi del romanzo si ispirano ad eventi legati alla vita dell’autore e per questo è stato da molti considerato l’autobiografia del grande scrittore ottocentesco; l’opera inoltre viene considerata una industrial novel, perché riflette lo spaccato sociale della Rivoluzione Industriale, quando era molto diffuso lo sfruttamento delle donne e dei bambini nelle fabbriche.
David Copperfield ha avuto trasposizioni cinematografiche e televisive ottenendo sempre grandissimo successo.
Ora Raiuno ne propone stasera e domani una nuova versione, liberamente tratta dal capolavoro di Dickens, interpretata da Giorgio Pasotti, nei panni di David Copperfield, Maya Sansa, in quelli della dolce Agnes e Gianmarco Tognazzi del raccapricciante Uriah Heep.
Nel cast anche Stefano Dionisi, nel ruolo del crudele patrigno Edward Murdstone e un insolito Patrizio Roversi che interpreta Mr. Micawber. La regia è affidata al Ambrogio Lo Giudice.
David Copperfield è la storia di un giovane che, orfano di padre, dovrà vivere un’infanzia infelice, conoscere il dolore della perdita degli affetti più cari, attraversare mille difficoltà prima di trovare l’amore e la serenità.
Dotato di una genuina vena comica, Dickens è capace di fare appello anche al sentimentalismo ma è unica la sua capacità di ritrarre tipi umani pittoreschi, molti dei quali divenuti proverbiali.
Tutti personaggi che formano una galleria umana indimenticabile ed estremamente contemporanea, come il crudele patrigno Murdstone e la sua degna sorella, l’amorevole governante Peggotty, il compagno Steerforth, la spigolosa zia, il viscido Uriah Heep e il tragicomico Mr Micawber, vero gioiello della letteratura caricaturale.
Ma Dickens fu anche uno dei primi romanzieri a comprendere la poesia d’una grande e sinistra metropoli moderna, che osserva e restituisce con piglio quasi cinematografico.
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