
La Corte suprema di Sydney ha stabilito che I Simpson istigano alla pedopornografia e per questo ha condannato un uomo al pagamento di una multa di 1.500 euro.
All'uomo è stato contestato il possesso, sul suo pc, di filmati tratti da I Simpson in cui adulti e bambini sono impegnati in atti sessuali: questo, per il giudice Michael Morris, costituisce pornografia infantile.
Alan McEwan di Sydney, condannato a gennaio 2008, aveva presentato appello sostenendo che i personaggi fittizi e disegnati non erano vere persone e si differenziavano chiaramente dalla forma umana.
Il giudice ha stabilito che lo scopo delle leggi contro la pornografia infantile è di fermare lo sfruttamento sessuale di minori laddove sono rappresentati bambini reali ma ha anche aggiunto che il solo fatto che non fossero rappresentazioni realistiche di esseri umani non significa che non possano essere considerati persone e che le immagini potrebbero "alimentare la domanda di materiale che comporta abusi di minori".
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