Pagamento canone Rai, è polemica politica

Pagamento canone Rai, è polemica politica

Che il pagamento del canone Rai generi polemiche non è nè una novità nè una stranezza: forse lo è il fatto che non sono più solo i cittadini a chiedere la sua eliminazione ma anche chi si è sempre battuto perchè restasse in piedi.

I motivi, stavolta, sono tutti politici e anche i due quotidiani che lanciano la campagna contro il canone Rai sono politicamente schierati.

Il Giornale e Libero invitano infatti i cittadini a non pagare l'abbonamento Rai, definito "la tassa Santoro".

Sentite cosa scrive Il Giornale questa mattina:
"già l’idea in sé di un abbonamento imposto ai telespettatori è assurda in un mercato basato sulla concorrenza; se poi quell’abbonamento non è legato a una scelta - come è il caso di Premium o di Sky - bensì alla sola proprietà di un televisore, non ci sto. Non ci sto perché ci sono programmi che non voglio vedere né giustificarne la messa in onda contribuendo a finanziarli. Con il canone Rai acquisti in blocco tutto un palinsesto e non ti è permesso scartare le trasmissioni odiose, riducendo il prezzo, e opzionare quelle di tuo gradimento. Ciò non va bene, è disonesto. Non compro un prodotto a scatola chiusa. E se mi obbligano a farlo, protesto. Se la proposta è: o l’intero pacchetto o nulla, propendo per il nulla. Rinuncio anche a ciò che mi piace: le partite di calcio, Porta a Porta, i documentari storici. Pussavia, respingo il servizio pubblico perché pubblico non è. Desidero non essere complice di Santoro, di Fazio, Floris e Bignardi - per citarne alcuni - e reclamo il diritto a non retribuire il lavoro di chi offende e mi dà sui nervi".

A sua volta Libero scrive:
"qualche lettore ci ha rimproverato di aver dato troppo spazio a Santoro e ai suoi processi in tv: gli avete fatto pubblicità, è il succo delle lamentele. Ovviamente, tutto volevamo tranne che regalare uno spot gratuito al tribuno caro alla sinistra. Ma la scelta era obbligata. A Libero sapevamo che la sceneggiata precedente la messa (…) (…) in onda di “AnnoZero” avrebbe convinto moltissimi telespettatori a seguire la trasmissione, non solo per adesione alla linea del giustizialismo tv, ma più semplicemente per curiosità. Previsione azzeccata, perché a sintonizzarsi sul canale del telepredicatore rosso sono stati cinque milioni e mezzo di italiani. Difficile ignorarli e ancora peggio sarebbe stato lasciar passare le tesi che in quella sede sono state propinate a chi era di fronte al video".

Una presa di posizione che non piace neanche al centrodestra a nome del quale parla il vice ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani: "non condivido le campagne per non pagare il canone. Credo nel servizio pubblico, proprio in questo periodo stiamo rifacendo il contratto di servizio e credo che sia importante far capire agli italiani che cosa sia esattamente. E anche far loro capire che non possono esserci trasmissioni di questo tipo, che di servizio pubblico non sono".

Per il responsabile comunicazione del Pd Paolo Gentiloni, invece, "l'invito a boicottare il canone Rai non ha precedenti nella lunga storia del conflitto di interessi. È un vero e proprio ricatto da parte dei giornali della destra: o la Rai soffoca le poche voci ancora libere, oppure niente canone. Il pluralismo nel servizio pubblico non è mai stato aggredito come oggi: un'aggressione che va denunciata dai vertici aziendali e su cui il Pd chiede l'immediata convocazione della Commissione parlamentare di vigilanza".

Ribadiamo il concetto: la polemica è tutta e soltanto politica anche se si tenta di farla passare per altro...


Categorie correlate

Televisione, Annozero, Canone Rai, Il Giornale, Libero, Lottizzazione Rai, Maurizio Belpietro, Rai, Vittorio Feltri

Invia nuovo commento

(If you're a human, don't change the following field)
Your first name.
Iscriviti per bloccare il tuo nome e utilizzare il tuo avatar preferito
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

Articoli correlati