RockPolitik atto terzo

RockPolitik atto terzo

"Decidi: o difendi il pianeta o si difenderà da solo'': questo il monito contenuto nella scritta che ha accompagnato, in apertura della terza puntata di Rockpolitik, le immagini di New Orleans devastata dall'uragano Katrina.

Come sigla del programma Adriano Celentano ha cantato questa sera Ancora vivo.

Alle sue spalle, nell'immenso studio di Brugherio, Luisa Ranieri in abito di raso verde.

"Dario Fo è rock, sarebbe il sindaco giusto per questa città. Credo che forse lui, non totalmente ma si può avvicinare a quello che ho sempre sognato per Milano. Quando sarai sindaco chiamami".

Così Adriano Celentano ha aperto anche stasera il suo tormentone rock/lento.

"Firmare il contratto con gli italiani in diretta è lento, c'è scritto qui, ma aggiungo che a suo tempo sarebbe stato rock. Cucinare il risotto in diretta è lento".

Con una bordata a Berlusconi e un'altra a D'Alema, entrambe riferite a due puntate di Porta a Porta, Adriano Celentano ha proseguito il suo giudizio universale del rock.

E ancora: "Fassino è rock. Giuliano Ferrara è rock. Gli intellettuali da salotto sono lenti, i meccanici, gli operai e i tassisti sono rock. Collina è rock, chi regala i Rolex agli arbitri è lento".

''Non peccare mai è lento. Ma il paradiso è rock. Le bombe intelligenti sono lente, l'arroganza è lenta, la timidezza rock, balbettare è rock'nroll. Il canto gregoriano è rock, gli inni militari sono lenti''.

E in difesa degli animali il Molleggiato ha detto: ''Chi abbandona un animale, specialmente un cane, è lentissimo. Il mio gatto è rock. Cambiare vita è rock, chi non cambia mai è lento. Aldo Fabrizi è rock, Pier Paolo Pasolini è rock, Anna Magnani è rock. Le multisale sono lente, brutte, non sembra neanche di stare al cinema. I critici sono lenti. Totò è rock''.

La terza puntata di RockPolitik è stata diversa dallle altre e questo forse era scontato dal momento che soprattutto la seconda puntata della trasmissione ha scritto un pezzo della storia della televisione italiana difficilmente replicabile.

Comunque Celentano si è affidato stasera alle imitazioni di Teo Teocoli, a cantante Patty Smith, al rock dei Subsonica e al revival di Loredana Bertè che aveva dichiarato che avrebbe fatto di tutto pur di essere chiamata come ospite dal Molleggiato.

Il primo ospite della puntata è stato proprio Teo Teocoli, che ha raccontato la sua crisi d'identità dovuta alla "sindrome di Adriano": "Sono stato ricoverato. La celentina pectoris è contagiosa. Io sono guarito ma sto ancora bene nei tuoi panni", ha dichiarato a proposito dell'imitazione di Celentano da lui spesso proposta.

Poi Celentano e Teocoli hanno cantato insieme uno dei pezzi celebri di Celentano e hanno duettato in uno strano italo-russo.

E' stata dunque la volta di Crozza che ha imitato il cantautore Francesco Guccini, con tanto di eschimo e tavolo della trattoria con tovaglia a quadretti.

"Voi vi chiederete cosa ci fa Guccini nel programma di Celentano. E' stata la Rai a chiamarmi, perché il programma stava andando troppo a sinistra", ha dichiarato Crozza-Guccini che ha poi cantato "la canzone di Porta a porta, trasmissione che sta al pluralismo come un secchio al lago d'Orta".

Seguito da un pezzo dedicato all'onorevole Daniela Santanché, "Daniela chiccosa" mentre la parlamentare di An appariva sullo sfondo con dito medio alzato all'interno del quadro Quarto Stato con Bruno Vespa.

Crozza ha chiuso con la canzone di Antonio Fazio: "Un vecchio e il soldino" nel quale cantava "io sono il garante. C'è solo un tiolo che non ti abbandona, ce l'ho sotto il culo, è la mia poltrona".

''Questo programma è un pericolo per l'Italia e per il mondo intero", ha detto nel suo intervento Cornacchione in versione fan di Forza Italia. "Sai perchè Silvio è stato convocato da George Bush? Per parlare di Celentano e Rockpolitik. Tutte le volte Celentano attacca Silvio e George si dispiace. Vuole che Silvio resti capo del Governo. L'ha detto chiaramente...anzi, non proprio, ma l'ha fatto capire con il linguaggio del corpo''.
Omaggio della cantante Patti Smith a Pierpaolo Pasolini: "da lui io ho imparato che i morti parlano e che dobbiamo saperli ascoltare. L'Africa ci parla e noi dobbiamo incontrarla. Mi ha insegnato anche ad amare Gesù Cristo, un rivoluzionario che ha abbracciato la causa dei poveri".

"Nel '75 ero felice di potermi staccarmi dal gioco del Vietnam", ha poi detto Patti Smith durante la conversazione con Celentano. "La fine di quella guerra mi ha permesso di andare avanti. Ora mi ritrovo come americana nel mezzo di un'occupazione illegale e immorale dell'amministrazione Bush dell'Iraq. Io non voglio continuare ad avere vergogna. Vogliamo la fine dell'occupazione, vogliamo la pace. La sinistra deve smettere di litigare per raggiungere i suoi obiettivi".

Tocca poi a Loredana Bertè che racconta del suo matrimonio con Bjorn Borg, canta con Celentano Impazzivo per te e poi un brano dal suo nuovo album.

Maurizio Crozza torna sul palco con un pollo in braccio, gridando "sono armato", scherza sull'influenza aviaria e si prodiga in un monologo sulle paure ingiustificate.

Serata no per Luisa Ranieri che sembra sempre più essere l'unico pesce fuor d'acqua della trasmissione; prima ha cantato Maruzzella stonando in maniera netta e percepibile e poi si è impappinata nel presentare i Subsonica.

Intanto al di là della puntata di ieri sera, che sicuramente otterrà nuovamente ascolti stellari, il settimanale inglese The Economist ha parlato di RockPolitik sostenendo: "uno show abbastanza ordinario secondo gli standard degli altri paesi europei occidentali ma rivoluzionario in un Paese in cui il leader governativo, direttamente o indirettamente, influenza tutti i sei canali televisivi principali".


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