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16 Jan

Torna la questione del canone rai: ecco come funziona la nuova proposta

La Redazione - 8 gennaio 2018
La Redazione
8 gennaio 2018
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Canone rai. Proposta Matteo Renzi

Il canone rai è una tassa malvista da molti italiani, soprattutto da quelli che non guardano tanto la tv e che considerano superflua questa tassa, oltre che salata. Pesa infatti sulle famiglie italiane che devono ogni anno sborsare circa 100 euro per il servizio di rete nazionale.

La nuova proposta di Matteo Renzi non elimina questa tassa, ma la occulta attraverso una manovra detta Salvataggio pubblico della Rai. Con la recente riforma, che vedeva la bolletta rateizzata sul conto della fornitura dell’energia elettrica, si sono recuperati un bel po’ di milioni, tanto che il bilancio del 2016 è stato chiuso con un utile di oltre 18 milioni di euro, mentre l’anno precedente si aveva avuto una perdita di circa 26 milioni di euro. In netto miglioramento anche le entrate pubblicitarie con il 6% in più dell’anno precedente anche se si è avuto anche un rincaro delle tariffe. Nonostante questi dati positivi l’indebitamento è cresciuto in uguale maniera, passando da 349 milioni a 563. Secondo il governo tutti hanno pagato ma un po’ meno rispetto agli anni prima. Per il ministro Carlo Calenda si tratterebbe di una presa in giro scagliandosi contro le privatizzazioni che hanno portato numerosi danni alle aziende italiane trainanti. Il presidente del Partito Democratico, Matteo Orfini, difende la manovra del canone, che in qualche manovra ricorda quella di Iri, un ente pubblico che aveva sotto controllo banche e imprese e che riceveva periodicamente un aiuto di Stato. In questo modo le entrate erano sempre superiori alle uscite, alimentando così il debito pubblico.

La questione Rai viene considerata un paradosso poiché si tratta di un’azienda interamente pagata dai cittadini. Proprio come la Bbc. Nello stesso tempo però riceve delle entrate dovute alla pubblicità, come se fosse una vera e propria azienda privata. Attraverso la fiscalizzazione operata da Matteo Renzi la tassa della rai diventerà permanente. L’ex premier vuole imporre un tetto massimo alla pubblicità che dovrebbe regolare anche altre aziende private come Mediaset, in mano a Silvio Berlusconi, colpendolo proprio durante la campagna elettorale. Tra le varie proposte vi è stata quella di abolire realmente il canone rai e di rendere l’azienda più competitiva, come anche gli altri operatori, togliendo così la posizione di privilegio che ha avuto da quando è nata. Si tratterebbe infatti di un carrozzone che pesa sulle tasche degli italiani, con un numero di dipendenti in continua crescita, mentre cala la produttività. Le perdite sono pubbliche mentre i guadagni privati.

[Foto: www.tomshw.it]

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