24 Legacy: recensione dell’episodio 1×01 12:00 Noon – 1:00 PM [spoiler]

Con l'episodio 12:00 Noon – 1:00 PM comincia l'era di Eric Carter.

24 Legacy, proprio come dice il suo stesso titolo, porta sulle proprie spalle il peso di una difficile eredità per essere semplicemente una serie televisiva, la prima è legata ovviamente al mito di 24 e del suo Jack Bauer, interpretato da Keifer Sutherland, la seconda è legata al momento storico – particolarmente teso per gli Stati Uniti – in cui sta andando in onda, soprattutto quando il tema è il terrorismo islamico sul suolo americano che, ovviamente, è l’argomento principale dello show.
Forse non sarà facile per tutti non tenere in considerazione questi due elementi, ma si dovrebbe provare a dare alla serie il beneficio del dubbio e cercare di giudicarla per quello che sarà in grado di dare al pubblico o come prodotto a sé, cioè come uno show d’azione, creato per tenere il pubblico costantemente sul bordo della poltrona. In questo senso 24 Legacy non delude, poiché nel giro di pochi minuti riesce a introdurre quella che sarà la trama principale della stagione in cui ogni puntata l’orologio scorrerà in tempo reale (come per 24) per dare ancora di più il senso di urgenza con cui si muovono i protagonisti.

Parlando della nuova star della serie Eric Carter (Corey Hawkins), il personaggio ci viene presentato come un ex Ranger dell’esercito apparentemente equilibrato che scopriamo essere nel programma protezione testimoni e vivere sotto falsa identità con la moglie Nicole (Anna Diop) per aver preso parte alla cattura, assieme al suo team, del pericoloso terrorista Sheik Ibrahim Bin-Khalid. Un’operazione organizzata dalla CTU, l’Unità Anti Terrorismo, a capo della quale troviamo Rebecca Ingram (Mirando Otto), nonché moglie del Senatore John Donovan (Jimmy Smits), candidato alla Casa Bianca, per seguire la campagna elettorale del quale Rebecca ha deciso di lasciare il suo incarico, fino a quando però non scatterà l’emergenza che rimescolerà le carte in tavola. Eric, dopo essere scampato lui stesso alla morte, chiama Rebecca avvisandola dell’uccisione di tutti i suoi ex commilitoni, apparentemente giustiziati per ottenere informazioni circa l’ubicazione di una scatola sottratta da uno di loro durante la cattura di Bin-Khalid. L’unico che può avere in mano questa scatola è l’ultimo compagno di Eric rimasto in vita, Ben Grimes (Charlie Hofheimer) il solo membro del team a non essere riuscito a tornare ad una vita normale dopo il suo rientro in patria e che attualmente gira per la città di Los Angeles vivendo come un barbone. Grazie all’intervento di Rebecca e di Andy (Dan Bucatinsky), un tecnico di computer di cui lei si fida ciecamente, Eric riesce a rintracciare Ben e recuperare dalla scatola nella quale era nascosta una chiavetta USB che, scopre contenere tutti i contatti di cellule terroristiche dormienti nel territorio degli Stati Uniti. Oltre a ciò Eric e Rebecca devono ovviamente affrontare il problema di come i terroristi siano arrivati ai membri della squadra dell’ex Ranger, il che comporta sicuramente una pericolosa fuga di notizie da parte della CTU, per la quale l’indiziato più evidente, secondo Rebecca, è il suo successore Keith Mullins (Teddy Sears). Dopo aver portato Nicole al sicuro da suo fratello Isaac Carter (Ashley Thomas), il capo di una pericolosa gang della città, nonché ex di sua moglie, prima che Eric gliela soffiasse da sotto il naso e con il quale c’è evidentemente ancora parecchia tensione, Eric affronta i terroristi che stanno seguendo lui e Ben e, dopo averli neutralizzati, scopre che il suo ex compagno ha rubato la lista per poter così ricattare il Governo che ritiene responsabile delle sue sfortune ed ottenere una solida buona uscita per se stesso e la sua famiglia, che in realtà – ed a sua insaputa – è stata già uccisa.

Parallelamente a questa complessa storyline, c’è anche un B-plot che, al momento, non si capisce ancora in quale modo sia collegato ai protagonisti e che vede uno studente liceale denunciare ad un professore una sua amica e compagna, venuta a studiare negli Stati Uniti dalla Cecenia, per paura che voglia compiere un’attentato ai danni della scuola e dei suoi compagni. La ragazza, tuttavia, è in realtà in combutta con il professore stesso che è risuscita a sedurre per ottenerne l’aiuto.

Il pilot, considerando la natura della serie, ha il giusto ritmo ed è riuscito con chiarezza ad presentare tutti i protagonisti e gli eventi principali che verranno trattati nell’arco della stagione, introducendo il pubblico in questo mondo in cui nessuno può fidarsi di nessuno, nel perfetto stile di uno show di azione/spy story come 24 Legacy. Il vero problema è se la serie riuscirà a sopravvivere all’inevitabile confronto con 24 e se il protagonista sarà abbastanza forte non solo da reggere il paragone, ma anche da costruirsi uno spazio tutto suo, facendo in modo che cresca nell’affetto del pubblico sia come persona che come eroe.