Arrow: recensione dell’episodio 2×18 Deathstroke

Con 'Deathstroke' Arrow fa ancora centro con un intenso episodio dal sapore di un finale di stagione

Non state ancora guardando Arrow? Come si dice nei migliori circoli televisivi “you are doing it wrong!” Fate male.

Arrow è quel genere di telefilm che non potete non aggiungere al parterre degli show da guardare, non se amate azione, colpi di scena, ritmi serrati, episodi che rivaleggiano con i più scioccanti season finale pur essendo regolari puntate o se siete amanti del mondo dei fumetti e – diciamolo – non disdegnate vedere attori di una bellezza imbarazzante.

Lo show si è rivelato essere una delle più grosse scommesse vinte dal network The CW, lo stesso che i benpensanti (spesso a ragione) tendono ad evitare perché popolato di programmi adolescenziali di poco spessore, con attori dai bellissimi volti, ma non sempre altrettanto talento recitativo. Arrow però, partito un po’ in sordina, è riuscito a ritagliarsi una variegata ed interessante fetta di pubblico: da quello femminile – alzi la mano chi non fisserebbe per ore gli addominali di Stephen Amell? – agli appassionati di fumetti, attratti dalla presenza di nomi come Greg Berlanti, Marc Guggenheim e Andrew Kreisberg che non stanno tradendo le origini del personaggio dei fumetti, per finire con gli inguaribili romantici che non riescono a non seguire le vicissitudini della coppia Oliver/Feliciy il cui rapporto sembra essere sfuggito tra le dita degli autori fino a conquistare il cuore del pubblico.

Olicity

Deathstroke, l’episodio andato in onda ieri sera, è il migliore esempio di tutto questo e anche di più.
A sole quattro puntate dalla fine della seconda stagione – Arrow è già stato rinnovato per la terza – gli autori hanno dimostrato come sia possibile tenere inchiodati gli spettatori alla poltrona, promettendo un episodio che avrebbe fatto scintille e mantenendo la parola data.

La puntata precedente si era chiusa con il rapimento da parte di Slade Wilson (Manu Bennett) della sorella di Oliver Queen, Thea (Willa Holland) con lo scopo di portare a compimento la propria vendetta contro Oliver/Arrow per essere stato responsabile della morte della donna che amava, Shado, quando erano ancora entrambi confinati sull’isola di Lian Yu.

Il piano di Slade è decisamente mortale e malignamente congegnato e mira a far crollare una dopo l’altra tutte le certezze di Oliver, svelando alle persone a lui più care tutte le verità da lui tenute nascoste e che più possono ferire. La morte non è una punizione sufficiente per Slade e così il suo piano prende forma nel momento in cui rivela a Thea la vera identità di padre, Malcolm Merlyn, insinuando che il vero responsabile del mantenimento di questo segreto sia proprio il fratello.
Le azioni di Slade non saranno sempre così dirette nel corso della puntata, l’uomo riesce infatti ad insinuarsi subdolamente anche nel team Arrow nel momento in cui uno sconvolto Roy si scaglia contro il suo eroe Oliver per aver scelto di catturare Slade e consegnarlo alla giustizia, piuttosto che ottenere da lui con le maniere forti la verità sul luogo in cui teneva segregata Thea.

Privare Oliver dell’affetto delle persone che ama e della fiducia da parte dei membri del suo team non è però sufficiente per Slade che, con un ennesima mossa perfettamente programmata, riesce a levargli anche la guida della Queen Consolidated grazie all’aiuto di Isabel Rochev (Summer Glau) che – ci viene finalmente rivelato – ha sempre lavorato al suo fianco.
Persino l’associazione di Arrow con l’ex detective Lance subisce un duro colpo in questo episodio quando l’uomo viene arrestato per mano della polizia per la sua joint venture con l’eroe mascherato e per aver arrestato Slade Wilson senza avere prove sufficienti del suo coinvolgimento nel rapimento di Thea Queen.
La verità – quasi tutta la verità – è ormai stata rivelata.

Oliver sembra più isolato che mai e Slade è lanciato nel suo folle intento di distruggere l’uomo che una volta chiamava amico.
E che il suo piano stia funzionando lo si comprende quando Oliver, cedendo al ricatto di Slade/Deathstroke, decide di affrontarlo da solo per salvare Thea, lasciandoci con la netta impressione che persino il suo stesso team si stia rivoltando contro di lui.
Ma c’è una voce fuori dal coro, ed è quella di Felicity (Emily Bett Rickards) che si leva sopra quella dei presenti e che lo incoraggia a comportarsi dall’eroe che è e a fare di tutto per salvare Thea e porre un definitivo freno alla follia di Slade, dimostrando – ancora una volta – di essere il vero ago della bilancia del gruppo, nonché l’unica in grado di leggere nelle profondità della tormentata anima di Oliver.
L’intenso episodio si chiude con Slade che si presenta a casa di  Laurel (Katie Cassidy) alla quale rivela che Oliver è in realtà Arrow.

L’identità segreta dell’eroe mascherato – sempre meno segreta – è un argomento delicato tra gli appassionati della serie: troppe persone sanno di lui? Non si rischia che lo show venga rovinato a causa del numero sempre crescente di personaggi chiave che conoscono il suo segreto?
A tal proposito Guggenheim ha dichiarato “Ne parliamo molto nella stanza degli autori: troppi personaggi sanno, e questo fatto sminuisce il concetto di identità segreta? Ma la filosofia che adottiamo è che quando qualcuno viene a saperlo, quando un membro del cast lo sa, finisce per essere attirato nel mondo di Oliver, il che lo coinvolge ancora di più nello show, quindi tendiamo a prediligere più le storie di chi sa, che quelle di chi non sa. E si può dire che troppe persone sanno, ma noi tendiamo ad usare la trilogia di THE DARK KNIGHT come punto di riferimento o come bussola: molte persone sapevano, specialmente con il terzo film, che Bruce Wayne fosse Batman e non ha sminuito il mio divertimento nel seguire lo svolgimento della storia. Ovviamente sono ci sono diverse filosofie e diversi punti di vista. So di avere scritto quella battuta nell’episodio 12 ‘Quante persone lo sanno? Troppe,’ come straizzatina d’occhi a tutti quei fan che si sono lamentati, sin dall’episodio 16 o dall’altro anno quando a Tommy viene rivelata la verità, e che pensano che troppe persone sappiano. Ma noi, come autori, penso che abbiamo dimostrato di scegliere sempre la strada che ci permette di scrivere storie sempre più interessanti. E almeno fino ad ora che alcune persone sappiano si è rivelato essere più interessante che non sappiano.”

L’attesa per il prossimo episodio di Arrow sarà purtroppo lunga, lo show infatti subirà un’altra settimana di hiatus e andrà in onda il prossimo 16 aprile con l’episodio “The man under the hood”, ma quello che ci aspetta, nonostante questa puntata sembri aver raggiunto livelli adrenalinici difficili da imitare, non sembra meno eccitante.