Arrow: recensione dell’episodio 3×21 Al Sah-Him [spoiler]

Chi si nasconde dietro agli occhi senza vita di Al Sah-Him? E soprattutto, Oliver Queen è ancora vivo o di lui resta solo il ricordo delle persone che lo hanno amato?

Propongo di lanciare senza indugio la bomba e porre LA domanda che in molti, a questo punto, si staranno facendo: Oliver Queen è davvero morto?
Ra’s al Ghul è riuscito a cancellare il passato del nostro eroe trasformandolo nel suo perfetto erede/burattino oppure Oliver è riuscito a passare indenne attraverso privazione sensoriale e di cibo, accompagnate da torture psicologiche e sta in realtà recitando un ruolo per colpire il suo nemico quando meno se lo aspetta? Per quante disavventure e situazioni apparentemente impossibili Oliver abbia affrontato negli ultimi anni della sua vita, il genere di costante tortura al quale viene sottoposto nel giro di tre settimane riuscirebbero a piegare molti, ma è davvero possibile che la sua mente, i suoi ricordi, l’amore che prova per i suoi amici e la sua famiglia siano stati cancellati in maniera definitiva ed irrimediabile?
Per quanto spietato egli sembri essere diventato, per quanto spenti siano i suoi occhi (per inciso, complimenti a Stephen Amell per essere riuscito a rendere il personaggio di Al Sah-Him persino più rigido di Oliver Queen), è davvero possibile che la memoria di chi egli sia e di ciò in cui creda siano completamente perse?
E’ vero, sotto l’effetto della droga che Ra’s gli fa prendere a sua insaputa, Oliver fa l’impensabile ed uccide quello che lui crede essere il suo amico, suo fratello Diggle, senza mostrare alcuna esitazione, ma quando si tratta di affrontare davvero i suoi amici, le cose vanno in maniera curiosamente diversa, pur avendone l’occasione, non affonda la spada contro il vero Dig (per quanto qualcuno potrebbe obiettare che è solo grazie a Thea) e non permette che Maseo tocchi Felicity… siamo d’accordo, sono piccoli, apparentemente insignificanti gesti, ma fanno la differenza tra avere la prova che Oliver sia divenuto davvero la macchina di guerra priva di sentimenti che Ra’s vorrebbe come erede o l’uomo che, pur subendo indicibili avversità, ha in mente un folle piano per sconfiggere il suo nemico.
Il dubbio resta e forse la verità sta nel mezzo, forse Oliver sta cercando di resistere, ma ha comunque perso qualcosa di ciò che era prima e forse questo qualcosa contribuirà a farlo diventare un uomo nuovo in molti sensi, d’altronde gli autori avevano più volte messo in guardia i fan circa il fatto che lo show, insieme al suo protagonista, non sarebbero più stati quelli di prima.
Lo scotto più alto da pagare per un simile piano, forse, sarebbe averlo congegnato – di nuovo – senza averne messo a parte i suoi amici, il suo Team, che potrebbe comprensibilmente non reagire nella maniera migliore, soprattutto considerando il genere di minaccia che il suo alter-ego sta dimostrando di essere proprio per loro.

Diggle, finalmente in prima linea più che mai in questa puntata, sembra essere la persona che più sconta lo scotto della decisione di Oliver di accettare l’offerta di Ra’s e, grazie a Lyla, ne veniamo presto a scoprire il motivo.
Dopo la morte del fratello, grazie ad Oliver ed alla sua missione, Dig ha ritrovato uno scopo, una ragione di vita…un fratello. Perderlo di nuovo, perdere la persona che gli ha dato nuovamente una missione, insieme al senso di appartenenza come team e famiglia, è qualcosa che lo ha palesemente segnato e che per lui non è facile da accettare, soprattutto quando quello stesso uomo mette in pericolo la sua famiglia, rapendo la donna che ama.
E’ comprensibile quindi che Dig possa credere che non ci sia più un Oliver da salvare e questo nonostante il dolore e la confusione che questa consapevolezza porti con sé.
Anche Felicity, dopotutto, cerca in tutti i modi di attaccarsi all’ombra di una speranza ed alla sua incrollabile fiducia nei confronti di Oliver, ma il suo crollo proprio alla fine dell’episodio fa presagire il fatto che le azioni di Oliver abbiano incrinato anche la sua fiducia, concedendole finalmente lo spazio per dare sfogo a tutto il suo dolore, per ciò che avrebbe potuto essere ed invece non è stato.

In una situazione non meno facile si trova Thea, che ancora non sembra subire gli effetti collaterali del suo insolito ritorno alla vita, quanto piuttosto il senso di colpa scatenato dalla consapevolezza che suo fratello si è sacrificato per lei. Ed è proprio in occasione di uno sfogo particolarmente accorato che Felicity le rivelerà la verità su Roy, sul fatto che sia ancora vivo e che abbia deciso di cominciare una nuova vita, della quale – apparentemente – il giovane vorrebbe che lei facesse parte. Dal promo per il prossimo episodio e così come anticipatoci dagli autori, sappiamo che Roy farà un fugace ritorno, proprio per dare una degna chiusura alla sua storia con Thea e sicuramente per sostenerla in un momento tanto difficile, ma questo non vuol dire che i due avranno necessariamente un lieto fine. Così come Oliver, Thea (non a caso condividono lo stesso sangue) non riesce a non fare nulla quando suo fratello arriva in città con l’ordine di trovare ed eliminare Nyssa, l’unico ostacolo vivente al compimento del suo destino come erede di Ra’s e sarà proprio lei a salvare Dig dall’essere passato da parte a parte dalla spada di Al Sah-Him – ma siamo davvero sicuri che Oliver lo avrebbe ucciso? – suggerendo la possibilità che presto la vedremo unirsi al Team Arrow.

E sempre per guardare al futuro, credo che in questo episodio ci sia stato presentato, in maniera molto più completa di quanto avvenuto fino ad ora, il possibile nemico di stagione del prossimo anno.
Non credo infatti sia un caso che proprio oggi passato e futuro abbiano trovato un punto di incontro quando i lunghi flashback che ci hanno seguito fino ad oggi, hanno trovato finalmente una chiara connessione con il presente. Ra’s spiega infatti che Damien Darhk è sopravvissuto tanto a lungo perché ha rubato un po’ di acqua dal Pozzo di Lazzaro. La H.I.V.E. inoltre è un nome non meno minaccioso della Lega degli Assassini, con la quale Oliver ed il suo Team hanno spesso incrociato il cammino, quando hanno scoperto che erano i responsabili della morte del fratello di Dig e che avevano anche contribuito ad aiutare Malcolm a costruire l’apparecchio che avrebbe dovuto distruggere Starling, oltre ad aver fatto trovare rifugio a Gholem Qadir in Markovia ed aver assunto Mark Shaw per rubare segreti alla ARGUS. Conoscendo l’attenzione per i dettagli degli autori, dubito fortemente che queste siano coincidenze e credo che presto Oliver avrà di nuovo a che fare con Damien Darhke e la H.I.V.E., soprattutto considerato che sono coloro che hanno usato la micidiale arma biologica con la quale Ra’s vorrebbe che il suo pupillo radesse al suolo la sua città natale, esattamente come fece lui a suo tempo per diventare “l’erede del Demone”…le tradizioni vanno rispettate, lo capite, giusto?

E sempre a proposito di tradizioni, quando Oliver porta Nyssa al cospetto del padre, apparentemente deciso a ucciderla, in un richiamo piuttosto biblico (vi dice nulla il nome di Abramo?) vediamo Ra’s ordinare a Oliver di fermarsi proprio quando la lama della sua spada si stava inesorabilmente abbattendo su di lei. Avendo testato la fedeltà del suo successore, perché uccidere sua figlia, quando può dargliela in moglie?
Le cose si fanno decisamente più complesse per il nostro eroe: non solo dovrà sfuggire a Ra’s, ma dovrà affrontare anche un matrimonio cercando, nel contempo, di evitare che gli abitanti della sua città vengano decimati da un virus mortale, il tutto cercando di non perdere del tutto la propria sanità mentale, una serie di compiti piuttosto complessi, se il vostro nome non fosse Oliver Queen.