Arrow: recensione dell’episodio 4×13 Sins of the Father [spoiler]

Donna Smoak: "Le persone non cambiano, anche se tu lo desideri"

La lista dei padri che hanno commesso un peccato imperdonabile in questo episodio è davvero lunga e ognuno degli errori commessi avrà, ed ha avuto, tragiche conseguenze. Dopotutto parliamo di Arrow, una serie che, nonostante le promesse degli autori, è stata ideata per avere un lato oscuro e gotico del quale non potrà mai essere privata, perché significherebbe snaturarne le origini stesse.

Partiamo dal ruolo di un padre inaspettato e che ormai non fa più parte della serie ma l’eco delle cui azioni si riverbera fino a oggi. Nonostante il “problemaR’as al Ghul sia ormai stato risolto da tempo, il suo nome e le sue azioni passate hanno un notevole peso nell’inidirizzare gli eventi che si svolgono in “Sins of the Father” (I peccati del padre). Nyssa infatti cerca vendetta nei confronti di Malcolm Merlyn per ciò che ha fatto a Sara e per averla imprigionata e privata della successione che le spettava di diritto e, nel farlo, mette a repentaglio la vita di Thea, comportandosi di fatto, proprio come l’uomo che tanto odiava. Il gesto di fondere l’anello della Lega degli Assassini, non ha solo il valore di aver eliminato un gruppo che affonda le sue tradizioni nella storia dell’umanità, ma anche e soprattutto di cancellare per sempre il nome e la memoria di suo padre. Nonostante le azioni di Nyssa siano sicuramente deprecabili, non si limita infatti a ricattare Oliver minacciando di far morire Thea, ma mette a repentaglio anche la sicurezza di Star City, le sue motivazioni sono, in una certa misura, comprensibili, ma forse questo è proprio il punto focale dell’episodio, se non di tutta la serie, “il fine giustifica sempre i mezzi?” E’ giustificabile compiere certe azioni per un bene superiore, una motivazione giusta, un valore più alto? E fino a che punto si può accettare di fare certi compromessi per ottenere quello che davvero si ritiene essere la cosa più corretta?

Questa domanda se la deve essere posta anche Malcolm Merlyn, la cui doppiezza del personaggio resta probabilmente uno dei punti più forti della serie. Amo in maniera particolare il modo in cui gli autori hanno reso, fin dalla sua comparsa, Merlyn/R’as al Ghul. Da lui non si sa mai davvero cosa aspettarsi, le sue ragioni sono tanto valide quanto deprecabili e le sua azioni, pur discutibili, hanno sempre nascosto un secondo fine che era difficile condannare. Fino ad oggi.
In questo episodio Malcolm sembra gettare definitivamente la maschera e lo fa solo nei minuti finali della puntata, di fronte a Damien Darhk, quando decide di rivelare all’uomo le informazioni che ha su Oliver per vendicarsi del fatto che lui gli abbia imposto di cedere il suo ruolo di comando e abbia permesso a Nyssa di distruggere per sempre la Lega degli Assassini. Ma fino a pochi momenti prima, se dobbiamo essere davvero onesti, una parte di noi si era posta la domanda se davvero Malcolm avesse poi così torto nel non voler cedere la sua posizione di potere a discapito della vita di Thea. Quando domanda a Oliver se si arrenderebbe mai di fonte a Darhk e se gli permetterebbe di prendere il sopravvento con la minaccia di uccidere il suo stesso figlio, tutti noi siamo rimasti interdetti. Non solo nello scoprire che Malcolm fosse a conoscenza del segreto di Oliver, ma soprattutto nel rendersi conto che era una domanda legittima. Così, ancora una volta, da spettatori, siamo stati tratti in inganno, facendoci cercare in quest’uomo una parvenza di umanità e facendo soprattutto commettere  a noi lo stesso, deleterio, errore che commette Oliver. Non c’è nulla di questo duplice, malvagio e meraviglioso personaggio che possa e debba essere salvato. Il potere, per Malcolm, è una droga senza la quale non riesce a vivere e levarglielo, dandogli la possibilità di vendicarsi e nuocere, avrà conseguenze terrificanti. Malcolm infatti rivela a Damien dell’esistenza di William, il figlio di Oliver, mettendolo in una posizione che, ne siamo certi, sarà impossibile da gestire.
Per come stanno le cose punto tutti i miei soldi sul fatto che in quella tomba, possa esserci proprio William. Per diverse ragioni, tra le quali la triste ed inevitabile verità che Oliver non è minimamente pronto per essere padre ed un bambino non ha spazio in una serie che, al momento, gli autori ci stanno proponendo. Oliver Queen, ancora una volta, finirà per perdere qualcosa per lui sacro nella peggiore delle maniere, scoprendo non solo che il suo silenzio non è servito a nulla, perché finirà comunque per perdere Felicity (per quanto e se in maniera definitiva non ci è dato sapere), ma anche perché il sangue del suo sangue non sarà protetto dal mondo oscuro e terribile in cui suo padre vive e che, volente o nolente, lo risucchia ogni giorno di più. Ed il peccato di Oliver nel ruolo di padre, sarà stato forse il peggiore, perché non solo pagherà la scelta di non aver detto alla persona che ama la verità, ma finirà per perdere anche il proprio figlio per non aver preso una decisione drastica nei confronti di Malcolm e questo non potrà che avere conseguenze strazianti per lui. Ma dopotutto Arrow è una sorta di eroe maledetto ed in questo gli autori stanno dimostrando si prendere grande spunto dalla storia originale e dal suo spirito.

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Ultimo, ma non meno importante, è il ruolo di Noah Kuttler, il padre di Felicity, ricomparso nella vita della giovane per ragioni tutt’altro che affettive. Nel rapporto tra i due, è Felicity a uscirne vincitrice e la ragazza potrebbe insegnare una lezione non solo a suo padre, ma anche all’uomo che ama e a Malcolm Merlyn stesso, mostrando loro cosa sia il vero coraggio. Mettersi nei panni di Felicity, nelle circostanze che sta vivendo, non è difficile: provate ad immaginare la gioia di rivedere il proprio padre comparire nella propria vita dopo 18 anni e farlo scoprendo che, nonostante abbia compiuto delle azioni apparentemente condannabili, le ha commesse per delle ragioni non del tutto deprecabili, oltre a scoprire di avere tanto in comune con lui. Immaginate il senso di speranza e di appartenenza che possa aver provato. Donna Smoak si è rivelata una madre meravigliosa, ma è indubbio che le due donne siano profondamente diverse, comprendere quindi il senso di pace che Felicity deve aver provato nel rivedere se stessa nell’uomo che le ha dato la vita non è certamente difficile, ed ancora più semplice deve essere comprendere il senso di tradimento che debba aver provato nello scoprire che l’uomo che asseriva di voler ricostruire un rapporto con lei, le stia in verità mentendo. La differenza fondamentale che c’è però, in questo momento, tra Felicity e tutti gli altri personaggi che stanno vivendo un momento particolarmente drammatico della loro vita, è che lei ha il coraggio di fare la scelta giusta, anche se si rivelerà essere quella più dolorosa. Felicity sceglie infatti di consegnare il suo stesso padre alla giustizia, dopo avergli dato l’opportunità di dimostrarle la sincerità delle sue intenzioni. Una volta scoperto il doppio gioco dell’uomo, non esita infatti a fare ciò che deve essere fatto e la cosa forse più straziante ed insieme più bella, è che prende questa decisione da sola.
Il modo stesso in cui tutto questo episodio si svolge sembra dare la sensazione di vedere due storie completamente separate: da una parte il dramma Malcolm/Thea/Oliver, vissuto, per così dire, “alla luce del giorno”, con ognuno dei membri del Team Arrow in prima linea per cercare di risolvere la difficile situazione. Dall’altro quello vissuto da Felicity, in uno strano, silenzioso isolamento. Ci sono pochi contatti tra lei ed Oliver in questo episodio, per lo più Felicity ascolta e prende le sue decisioni da sola, dimostrando una forza ed una maturità di cui Oliver sembra ancora mancare. Non stupisce quindi che l’uomo alla fine le chieda perché attendere ancora, perché non sposarsi subito, Felicity, ancora una volta, dimostra di essere una donna incredibile e sono evidenti i motivi per cui sia così facile per lui amarla. Delude tuttavia che Oliver le dimostri il proprio amore con ancora nel cuore il peso del segreto che le sta nascondendo, ma dopotutto, ce lo ha ricordato Donna Smoak in questo episodio “le persone non cambiano, anche se tu lo desideri“…