Arrow: recensione dell’episodio 4×22 Lost in the Flood [spoiler]

Damien Darhk ed il suo folle piano di annientare l'umanità continuano nonostante gli ostacoli posti dai nostri eroi.

Episodio ricco d’azione questo penultimo della quarta stagione di Arrow. Ad una settimana dal finale che deciderà non solo del destino del Team Arrow, ma quello dell’umanità intera, la situazione a Star City è veramente calda.

La squadra – e la battaglia – si divide sostanzialmente in due: mentre infatti Oliver e Diggle vanno alla ricerca di Thea, scomparsa ormai da qualche tempo, scoprendo così nel mentre “l’arca di Noè” di Darhk, Genesis, Felicity, Noah e Curtis sono invece impegnati a cercare di fermare per sempre la minaccia di Rubicon, impedendo che un numero indefinito di testate nucleari distrugga la razza umana ed il mondo per come lo conosciamo. Per difendere il suo folel progetto i poteri magici di Darhk possono poco e infatti l’uomo schiera un inaspettato alleato, Cooper, l’ex compagno di college, nonché ex fidanzato, di Felicity. La lotta è senza quartiere ed anche senza speranza per Cooper, il quale – pur rintracciando il luogo dove Felicity & C. si trovano – non riesce a fermare l’attacco a Rubicon, permettendo a Felicity di salvare ancora una volta l’intera umanità. Ma a quale prezzo?

Arrow e Diggle, nel frattempo, riescono a rintracciare Thea, per trovarla sotto l’effetto delle pillole annulla volontà di Darhk, completamente soggiogata ed intenzionata a rimanere dove si trova. Dopo uno scontro con il fratello, Oliver riesce a penetrate la sua offuscata volontà e farla tornare in sé, scoprendo nel frattempo i piani folli di Darhk. Convinto infatti che le persone all’interno di Genesis, proprio come Thea, non siano coscienti dei piani dell’uomo, è con grande stupore che Oliver scopre che quelle persone sono tutti volontari: uomini e donne convinti della validità del piano di Darhk, certi che il mondo non debba essere salvato e che l’umanità meriti l’estinzione. In pratica una comunità di psicopatici che – ovviamente – Oliver deciderà comunque di salvare. A causa di Anarky infatti, che continua ad aggirarsi indisturbato per Genesis, la situazione precipita rapidamente e la piccola comunità ed il loro rifugio vengono distrutti. Oliver/Arrow, che ancora si chiede come sia possibile che il suo nemico sia riuscito a convincere tutte quelle persone a seguirlo, quando lui, da anni, da dietro una maschera, cerca di guadagnarsi la fiducia della propria comunità, con l’aiuto [non esattamente volontario di Merlyn] riesce ad evacuare il posto salvando molte vite, ma lasciando sul terreno Ruve, la moglie di Darhk, che prima di morire lo prega di salvare la propria figlia. Inutile domandarsi se Ruve e compagno si siano mai chiesti quanti figli innocenti di altrettanti genitori fossero sul punto di uccidere con il loro folle piano, è evidente che la logica non si applica a questi personaggi, ma la sostanza è che la donna morirà, letteralmente, sotto il peso delle macerie della propria pazzia.

Nel frattempo a casa Smoak, nonostante la gioia per essere riusciti – momentaneamente – a fermare Rubicon, Donna, arrivata inaspettatamente e mostrandosi furiosa per la presenza di Noah, tira fuori una notizia bomba, che la figlia sembra accogliere con sorprendente calma. A quanto pare Noah non ha mai abbandonato la famiglia, ma è stata la stessa Donna a fare armi è bagagli e scappare portando con sé Felicity, per paura che l’allora marito potesse nuocere alla figlia con le sue scelte di vita. Ammetto di essere rimasta sorpresa dalla “non” reazione di Felicity alla notizia, dopotutto la madre, pur agendo per il suo bene, ha negato alla figlia un rapporto con il padre, tra l’altro incolpandolo di averle abbandonate, errore che continua a ripetere mostrando di non essersi minimamente pentita della propria scelta, quando intima all’ex marito di sparire ancora una volta della vita di Felicity. Forse qualcuno dovrebbe avvisare Donna del fatto che la figlia è una donna adulta in grado di decidere per se stessa. Chissà che questo nodo, se davvero Noah sparirà, non tornerà al pettine, incrinando il rapporto madre/figlia. Staremo a vedere.

Di ritorno nel fantastico, folle mondo di Darhk, l’uomo viene a sapere della morte della moglie (e della sparizione della figlia che crede morta – sospetto che la bambina avrà un ruolo importante nella sua capitolazione nel prossimo episodio) e della distruzione di Genesis e, nonostante ciò, decide di tentare di riprendere il comando di Rubicon e distruggere comunque il mondo, anche se questo segnerà la sua stessa morte. Sfruttando così le informazioni raccolte da Cooper, rintraccia Felicity e si presenta nell’appartamento di Oliver pronto a mietere vendetta.

Sì, ci sono stati degli inutili flashback anche in questo episodio che si possono riassumere con poche parole: l’idolo prende il controllo di Taiana.
Fine dei flashback.