Arrow: recensione dell’episodio 5×08 Invasion! [spoiler]

Il centesimo episodio di Arrow si conferma una lettera d'amore ai fan, ma non è altrettanto efficace come parte integrante del crossover.

Gli autori avevano promesso che il centesimo episodio di Arrow sarebbe stata una lettera d’amore ai fan e così in parte è stato. Ma andiamo ad analizzare agli eventi: nell’episodio precedente del crossover Ray, Sara, Diggle, Oliver e Thea scompaiono sotto gli occhi di The Flash senza lasciare traccia e in questa seconda parte del crossover (ribadiamo il concetto che i due minuti di comparsa di Barry e Cisco nel salotto di Kara Denvers non sono sufficienti a fare del settimo episodio di Supergirl il primo del crossover), Cisco e Felicity tornano a Starling City nel tentativo di usare i poteri di del ragazzo per rintracciarli, espediente che fortunatamente riesce e che, unito alle abilità tecnologiche di Curtis e Felicity, permette loro di scoprire che il gruppo si trova imprigionato nello spazio nell’astronave madre dei Dominatori.

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Ma cosa sta accadendo esattamente ai nostri eroi?
L’episodio inizia con una sequenza ormai cara ai fan della serie, che ha aperto il pilot e la prima puntata della quarta stagione di Arrow, con Oliver che corre in un bosco e sbuca, questa volta, non nell’isola di  Lian Yu (pilot) o di fronte alla casa che condivide con Felicity (4×01 Green Arrow), ma nella magione che in cui ha abitato con la sua famiglia per lungo tempo. Una casa che letteralmente freme di preparativi per un grande evento: il matrimonio del primogenito dei Queen con Dinah Laurel Lance. La coppia sembra veramente felice ed entrambi non vedono l’ora di scambiarsi le promesse e trascorrere insieme la propria vita e l’Oliver di questa realtà non è più lo scavezzacollo irresponsabile che è stato nel passato. I suoi stessi genitori, che sono ancora vivi, gli dicono più volte quanto fieri di lui essi siano, non sorprende quindi che l’uomo che vediamo nelle prime scene di questo episodio sembri una persona genuinamente felice e soddisfatta della vita che conduce. Quella che però sembra una situazione idilliaca comincia a mostrare qualche crepa quando una sera, mentre Oliver ed il padre Robert passeggiano per la città, vengono aggrediti da un uomo che vuole rapinarli e salvati da un uomo vestito di verde e con il volto coperto da un cappuccio. Grazie al Capitano Lance, Oliver scoprirà che questo individuo mascherato è conosciuto con il nome di The Hood ed è ritenuto dalle forze dell’ordine una figura pericolosa che si aggira per la città come una sorta di vigilante.

Oliver comincerà da questo momento in poi a ricordare sprazzi della propria vita che lo portano fino al covo di The Hood, sotto il quale cappuccio scoprirà nascondersi John Diggle, un ex militare che ha combattuto in Afghanistan che gli confessa di aver scelto questa vita per espiare gli errori commessi. Nel covo, assieme a Diggle, c’è anche Felicity Smoak e Oliver ha dei flashback che riguardano anche il loro primo incontro e la loro tormentata storia d’amore. Sconvolto da queste immagini che sta vedendo ed incapace ancora di capirne davvero il significato, Oliver torna a casa, per scoprire di non essersi presentato alla sua cena prematrimoniale e di aver profondamente deluso Laurel e sua sorella Sara che – come lui – sta avendo dei flash della sua vera vita. Tutto quello che vediamo accadere ad Oliver ed ai suoi compagni è un magnifico parallelo della vita che tutti hanno vissuto fino questo momento messa a confronto con ciò che avrebbe potuto invece essere, con Thea che regala ad Oliver lo stesso amuleto in pietra che lui – nella realtà – le ha dato nella prima stagione appena tornato dall’isola o Laurel che indossa un ciondolo con inciso un canarino, regalo di Oliver. Nonostante quindi tutto sembri cospirare per mantenere i nostri eroi nell’oblio, questi segni mostrano chiaramente come il loro subconscio spinga a di farli risvegliare. La consapevolezza della verità, che quella che sta vivendo è solo una distorsione della realtà, “un’allucinazione condivisa“, fa breccia in Oliver spaventandolo a morte ed il suo primo istinto è quello di precipitarsi da Laurel e chiederle di fuggire con lui, di allontanarsi da tutto quello che gli sta facendo mettere in dubbio la realtà che sta vivendo e sposarsi lontano da tutti e da tutto. Ma la Laurel con cui sta parlando, a differenza di lui, non è prigioniera dei Dominatori, è solo la proiezione di un suo ricordo, quindi non comprende davvero i timori di Oliver e lo convince a rimanere e festeggiare questo momento con tutte le persone che amano. Ma il danno ormai è fatto e, sebbene questa sia indiscutibilmente una delle possibili strade che la sua vita avrebbe potuto prendere se non fosse mai salito sulla Queen’s Gambit, Oliver è un uomo troppo coraggioso ed onesto con se stesso per rinnegare il suo passato e le sue scelte. La vera questione qui non è mettere a confronto due vite diverse e far scegliere al protagonista quella che davvero avrebbe preferito, quanto mostrare piuttosto l’onesta intellettuale e morale di un Oliver Queen in grado di abbracciare ed accettare la realtà per quella che è, anche quando rinunciare al “sogno“, significa dover salutare ancora una volta le persone che ama.

Nonostante poi Felicity sia così poco sfruttata per quello che è un centesimo episodio e per l’importanza che il personaggio ricopre sia nella serie che nella storia personale di Oliver, non sfugge come gli autori abbiano indicato il grattacielo della Smoak Technologies, come il luogo verso cui andare per riappropriarsi delle proprie vite. Anche quando il ruolo di Felicity non è fisicamente preponderante, la sua presenza resta comunque fondamentale ed il dirigersi verso quel palazzo da parte di Oliver ha tutto il sapore una di una consapevole scelta che l’uomo ha fatto tanto tanto tempo fa e che continua a non rinnegare.

Dal momento in cui Oliver e gli altri accettano il fatto che quello che stanno vivendo è una realtà imposta, tutto sembra infatti andare in discesa per ognuno di loro, tranne che per Thea. Il suo ruolo in questo episodio spezza davvero il cuore e punta il dito su quanto questa giovane e coraggiosa donna abbia sofferto nella sua vita: Thea, inizialmente, rifiuta infatti di lasciare questa realtà alternativa che sta vivendo e preferisce restare a contatto con le persone che ama e che ha perso, piuttosto che tornare alla sua solitaria realtà, ma cambierà idea all’ultimo momento, quando si renderà conto che il vero sacrificio sarebbe lasciare andare suo fratello, l’unico membro della sua famiglia rimasto in vita, per scegliere di vivere nella menzogna. Arrivati quindi presso la Smoak Technologies, Ray, Sara, Diggle, Oliver e Thea riescono a liberarsi non prima che Oliver veda una proiezione delle persone che hanno significato e significano di più nella sua vita – in stile Guerre Stellari, Il ritorno dello Jedi – incoraggiarlo a proseguire sulla propria strada. Una volta attraversato il portale che li riporterà alla realtà, il gruppo riuscirà così a fuggire (in maniera piuttosto semplice, se ci è concesso dirlo) dai Dominatori, grazie anche all’intervento di Nate e della Waverider, per scoprire poi che la ragione per cui gli alieni li hanno fatti prigionieri è quella di scavare nelle loro coscienze e trovare informazioni utili sui metaumani.

Nonostante una buone dose di prevedibilità, il centesimo episodio di Arrow sicuramente è un riuscito omaggio ai fan di lunga data dello show, ma – a nostro avviso – non è riuscito ad essere altrettanto efficace come parte integrante del crossover, a differenza di quanto ottenuto da The Flash, e certamente non avrà reso facile la visione a tutti quegli spettatori che non seguono la serie e si saranno invece sintonizzati per vedere l’episodio in quanto seguito del crossover. Confermiamo quindi l’impressione avuta ancora prima che questo episodio di Arrow andasse in onda e cioè che unire insieme queste due circostanze così importanti, il crossover ed il centesimo episodio di Arrow, non sia stata un’idea stilisticamente poi così brillante, perché – qualunque scelta gli autori avessero fatto – avrebbero comunque finito per deludere le aspettative di un gruppo di spettatori.

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La terza ed ultima parte del crossover di Arrowverse andrà in onda questa sera con l’episodio di Legends of Tomorrow dal titolo Invasion!, semrpe su The CW.

Note sparse ed Easter egg:
– E’ ormai confermato che Curtis sia diventato la nuova Felicity;
– Da quando Wild Dog è un razzista nei confronti dei metaumani e soprattutto, davvero gli basta così poco per cambiare idea? certo gli autori non hanno fatto fare una gran bella figura al personaggio;
– Plaudiamo all’omaggio a Colin Donnell (Tommy Merlyn) attraverso le parole di Malcolm (John Barrowman) che dice a Thea che il figlio si trova a Chicago e fa il medico: nella realtà l’attore interpreta infatti il personaggio del dottor Connor Rhodes nella serie Chicago Med della NBC;
– Altro omaggio dell’episodio molto apprezzato è stato quello a Raisa, la donna che lavorava per i Queen vista nella prima stagione, Oliver – parlando con i genitori – afferra al volo un oggetto sul punto di cadere dal vassoio di una cameriera, proprio come successe nel pilot con Risa;
– Robert e Oliver nominano Walter Steele;
– Il pezzo di tecnologia che aiuterà il Team Arrow a riportare a casa i suoi viene sottratto dalle Van Horn Industries, si proprietà di  Andrew Van Horn, alias Gunfire, un riferimento al fatto che potremo vedere presto il personaggio in Arrow?
– Quando irrompe nel covo di Arrow, Oliver si presenta a Felicity e The Hood con la litania che introduce la serie “Il mio nome è Oliver Queen…” e Felicity lo interrompe dicendo “Tutti sanno chi sei!“;
– Diggle, alias The Hood, ripete la frase “Nessuno deve sapere il mio segreto“, la stessa che Oliver dice nel pilot prima di spezzare il collo alla sua prima vittima;
– Lo scontro finale, prima della liberazione dei nostri eroi è quasi catartico Thea combatte infatti contro Merlyn, Oliver contro Deathstroke e Sara contro Darhk.