Bones recensione dell’episodio 11×16 The Strike in the Chord [spoiler]

Un godibile episodio filler, con qualche perla che merita di essere notata

Il sedicesimo episodio della nona stagione di Bones è un filler. Nonostante non vi sia da segnalare nessun particolare avvenimento per i personaggi, la puntata resta comunque godibile, per non parlare del fatto che è stato praticamente come assistere ad un impossibile crossover tra Bones e Glee. C’è da chiedersi se qualcuno, alla Fox, ha mai davvero pensato che la cosa fosse fattibile e la risposta è evidentemente . Sebbene a noi possa sembrare strano, i gruppi musicali scolastici/universitari sono un affare serio negli Stati Uniti ed il coro maschile che ha preso parte alla puntata, i Pentatonix, gli Whippersnaps nell’episodio, non sono nati dalla fantasia degli autori, ma sono un vero gruppo musicale che canta “a cappella”, vincitore di ben due premi Grammy, gli Oscar della musica, affermatosi dopo la partecipazione al talent americano The Sing-Off e conosciuto oggi anche all’estero. Il canale YouTube dei Pentatonix, o PTX – PTXofficial, – ha oggi più di 1 miliardo di visualizzazioni, potrete immaginare quindi fino a che punto la loro musica sia apprezzata e conosciuta e non stupisce che una serie poliedrica come Bones li abbia voluti ospitare dedicando loro una puntata.

Al di là degli illustri ospiti, continuo a notare, in questa (sigh!) penultima stagione della serie un certo ritorno alle origini. Lo spirito ed il senso dell’umorismo di Bones, sono sempre stati piuttosto raffinati e anche questa puntata non fa eccezione. Da sottolineare, per esempio, la scena in cui Hodgins spiega, sulla scena del crimine, come i ratti da laboratorio possano essere spinti, a causa degli esperimenti, a fare praticamente tutto quello che gli uomini vogliono e come Cam sottolinei che però, questi animali, abbiano un cervello davvero piccolo. L’attimo dopo tutte le persone sulla scena scena ricevono una notifica sul cellulare e smettono di fare immediatamente quello che stavano facendo per prendere in mano i propri telefoni. Esattamente come i topi, anche gli uomini – persino dei geni come quelli che lavorano al Jeffersonian – sono “programmati” per reagire ad un semplice richiamo come quello della notifica di un cellulare, cosa che non passa inosservata a nessuno visto lo sguardo che passa tra tutti  i presenti: l’umorismo della scena è decisamente sottile e particolarmente sagace. Degno di Bones, insomma.
Tornati al Jeffersonian, dopo molto tempo, compare una nuova tirocinante, Sammy Tsui, la guest star B.K. Cannon, una giovane che è arrivata a pagarsi il tirocinio con la Brennan grazie al duro lavoro come donna delle pulizie all’interno dell’Istituto stesso, tutti quindi la conoscono e sono evidentemente affezionati alla giovane, Brennan compresa, ma questo sembra non essere sufficiente a garantirle un posto come tirocinante: la sua insicurezza ed una serie di errori, finiscono infatti per far decidere a Brennan di mandarla via dopo solo un giorno di lavoro. Sebbene sia interessante vedere, per la prima volta, un tirocinante che non si riveli all’altezza degli standard del Jeffersonian, considerata la reazione accorata del resto del team, c’è da chiedersi se davvero non rivedremo Sammy e se Brennan non si faccia convincere a darle una seconda opportunità.

Sul piano personale/familiare, rivediamo dopo qualche tempo (anche se solo attraverso Skype), Parker Booth, interpretato dal nuovo attore Gavin MacIntosh, il quale si rivolge a Bones per chiedere il suo intervento ed aiuto con il padre. Padre e figlio infatti avevano in programma una vacanza estiva da trascorrere insieme, ma Parker, trasferitosi ormai da tempo in Inghilterra, rivela a Bones di essere riuscito ad entrare in un programma scolastico estivo per aspiranti scrittori e di non sapere come fare a comunicare al padre di dover rinunciare alla vacanza da tempo progettata per poter inseguire questo suo sogno e sfruttare l’opportunità che gli si è presentata. Ovviamente l’intercessione di Brennan finirà per convincere Booth a lasciare che Parker segua le sue aspirazioni e tra padre e figlio torna il sereno.

A casa Hodgins nel frattempo, un Jack decisamente rinsavito, scivola nelle vecchie abitudini quando Angela scopre che, senza consultarla, il marito avrebbe deciso di sottoporsi ad una rischiosa operazione nel tentativo di recuperare l’uso delle gambe. Nonostante il suo atteggiamento sia decisamente migliorato, è evidente – e comprensibile – come Hodgins non si sia ancora arresto alla possibilità di restare paralizzato per sempre e sia disposto a rischiare la propria vita per tornare ad essere quello di prima. Fortunatamente la donna lo fa ragionare e Hodgins accetta di soprassedere all’idea dell’operazione sperimentale, accettando di trovare alternative meno rischiose.

Da segnalare anche l’adorabile e corale scena finale, in cui il segreto di Aubrey di aver fatto parte di un coro a cappella ai tempi della scuola viene ovviamente scoperto da Booth, il quale invita tutti gli amici per sottoporre il collega all’umiliazione della visione di una videocassetta in cui l’uomo, con un’improbabile pettinatura ed un costume ancora più ridicolo, canta insieme al suo sgangherato gruppo.

Nella puntata della prossima settimana avremo un Booth in modalità “eroe da action movie“, incaricato addirittura di difendere la vita del Presidente degli Stati Uniti.