Con Glee, secondo Lea Michele, finisce un mito

La band di Glee dice addio alla serie e Lea Michele parla di cosa siano significati questi sette anni per lei.

Venerdì 20 marzo è andato in onda negli Stati Uniti l’ultimo episodio di Glee, nonostante lo show negli ultimi anni abbia faticato a ritrovare la forma del suo debutto e gli ascolti siano stati piuttosto scarsi, Glee resta comunque un fenomeno televisivo seguito da milioni di fan, che ha prodotto un fruttuoso marchio andato al di là dei confini dello schermo televisivo. Nonostante gli ascolti totalizzati con questo finale di serie non siano stati certo entusiasmanti, devo ammettere che l’ultimo episodio di Glee ha reso giustizia allo show, perché ha segnato un ritorno alle origini, tornando a percorrere una strada che – a mio avviso – aveva perso da un po’ e che, negli ultimi anni, aveva portato il suo cavallo di battaglia, l’accettazione del diverso da sé, a livelli così estremi da apparire più spesso ridicoli che “educativi“.
L’ultimo episodio è stato invece semplice, sentito e coralmente commovente, si percepiva quanto tutti – autori ed attori – fossero affezionati all’idea che Glee ha sempre cercato di vendere (a volte riuscendoci con successo, altre meno), che esista la possibilità di un mondo perfettamente imperfetto.

In una recente intervista con Entertainment Weekley, che vi proponiamo qui di seguito, Lea Michele, star indiscussa del programma, ha così salutato lo show, ricordandone le sue origini ed i suoi tanti successi.

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Ricordi il tuo provino?
LEA MICHELE: certo. Sono passati sei anni, non 100. Non puoi dimenticare ciò che rappresenta la partenza ed il momento che ha segnato l’inizio della cosa più importante della tua vita fino ad ora. Ho avuto un provino piuttosto memorabile – come tutti sanno – ho avuto un incidente d’auto andando alla Fox per incontrarmi con il network. Stavo leggendo il copione per la prima volta e pensavo a quanto fosse bello, divertente, intelligente e commovente. La scorsa settimana, durante le ultime riprese dello show, ricordavamo tutti come fosse stata la prima settimana di prove. Eravamo solo Kevin [McHale], Jenna [Ushkowitz] ed Amber [Riley] prima che arrivassero altri. Ci sono così tanti ricorsi. E’ incredibile. E’ stato un viaggio sinceramente straordinario.

Cosa ricordi del pilot?
Ricordo il mio primo giorno. Ricordo quanto nervosa fossi. Non avevo mai fatto televisione prima. Il mio primo giorno Ryan [Murphy] mi disse che mi veniva molto naturale e questo mi ha dato la fiducia per girare il pilot e tutto il resto. Ricordo di aver girato “Don’t Stop” con tutti i ragazzi. E’ stata la prima volta in cui abbiamo cominciato a legare come gruppo e facevamo tutti un gran baccano. Ci stavamo comportando male. Ridevamo come matti, facevamo chiasso e poi è arrivato Ryan e ci ha detto “Matt Morrison deve piangere in questa scena e voi vi state comportando male.” E’ stato il primo rimprovero che abbiamo ricevuto, ma è anche stato uno dei momenti più belli, perché sapevamo tutti – Ryan lo sapeva, Matt lo sapeva – che eravamo come dei grandi amici. Il rapporto che abbiamo creato con quel gruppo originario e che è proseguito con tutti quelli che sono venuti dopo, è ciò che ha reso grande lo show. Eravamo tutti amici. Provavamo tutti qualcosa gli uni per gli altri.

Prendere granite in faccia è diventato più facile?
Credo di averlo dovuto fare tre volte in questa stagione e decisamente non è mai piacevole. Ti spaventa meno con l’abitudine. Ricordo il senso di anticipazione la prima e la seconda volta. Poi è andata un po’ meglio, ma non credo decisamente che nessuno dovrebbe essere in nessuna occasione preso a schiaffi da un iceberg.

Hai finito con le granite per il resto della tua vita?
Mi conosci – pensi che possa mangiare nulla del genere?

Quando hai capito, in quella prima stagione, che lo show stava diventando un fenomeno?
Penso che tutti diranno la stessa cosa. E’ successo in due momenti in particolare. Penso sia stato quando siamo andati a New York per gli upfront e non credo che lo show fosse ancora andato in onda. Siamo andati lì e quella notte c’era il finale di stagione di American Idol oltre alla premiere di Glee, perché avrebbero mandato in onda il pilot subito dopo American Idol. Quindi siamo andati a New York e siamo tornati a casa per Idol, poi sono venuti tutti a casa mia e di Dianna ed abbiamo visto il pilot insieme. Il primo momento è stato agli ufront: eravamo tutti al Ruby Foo [N.D.T.: un ristorante asiatico a Time a Time Square] a cena e c’era TMZ [N.D.T.: noto sito americano di gossip] fuori. E noi ci chiedevamo “perché ci sono i paparazzi fuori per noi?” E ci siamo messi tutti a braccetto ed abbiamo letteralmente ballato la conga in fila fuori dal ristorante.
La volta successiva è stata quando siamo andati in Australia a settembre del 2009. Era andato in onda un solo episodio dello show negli Stati Uniti e noi stavamo facendo un tour promozionale. Siamo andati in Australia e credo circa 3000 ragazzi si sono presentati per noi – dall’altra parte del mondo, per uno show che non era nemmeno ancora andato in onda lì. Ci sono stati dei momenti all’inizio e poi, ovviamente, più avanti, come quando abbiamo cantato l’inno nazionale agli World Series e poi Oprah e Obama. Dopo un po’ abbiamo capito che era qualcosa di molto speciale. All’inizio c’erano questi piccoli momenti in cui noi pensavamo “Che cosa strana? Cosa significa?

Qual è stato un incontro con i Gleek [i fan della serie] che ti è rimasto particolarmente impresso?
Ci sono decisamente diverse situazione che mi sono rimaste impresse. Penso che tutti abbiamo avuto fan che volevano tatuarsi il nostro nome e abbiamo cercato di persuaderli a non farlo, ma scegliere solo una cosa è veramente difficile, perché – come ho detto – è veramente stata una fortuna avere i migliori fan che si potessero desiderare. So che solo l’estrema devozione dei nostri fan lo ha reso uno show così di successo ed ho avuto dei bellissimi incontri con persone che mi hanno detto quanto sia stato importante vedere Rachel nello show cresciuta da due padri. So che Chris Colfer ha avuto tante persone che gli hanno detto che Kurt li ha letteralmente salvati.

Hai un numero preferito tra le tue performance?
Questa è veramente difficile. Non credo che nessuno di noi possa scegliere un numero preferito. “Somebody to love” è stato fantastico. Ovviamente l’originale “Don’t stop” è stato molto, molto bello. Ho amato “Don’t rain on my parade.” Il mio episodio preferito è l’ultimo della seconda stagione, quando andiamo tutti a New York, l’ho amato. Anche i numeri in quell’episodio sono tra i miei preferiti, come cantare “For Good” con Chris al Gershwin Theatre è stato uno dei miei preferiti.

Hai qualche canzone che ti sarebbe piaciuto fare e che non hai avuto l’occasione di interpretare?
No. Sinceramente sono così grata che, anche alla fine, quando mi hanno chiesto “quale vuoi che sia la tua ultima canzone?” è stato difficile dirlo, perché sono stati così bravi da darmi la libertà di scegliere tra cose che volevo fare. Ho avuto l’opportunità di fare tutte le canzoni di Celine e Barbara che volevo. Personalmente sono molto soddisfatta.

Quale è stato il numero più difficile da fare?
Penso sia stato girare di notte “Thriller” – non sono una nottambula, quindi è stata dura. “Jump” è stata dura perché faceva molto caldo, c’erano 40 gradi in quel negozio di materassi nella valley. Anche il numero della piscina è stato divertente. Abbiamo sempre avuto diverse sfide. ma il fatto che non sieda qui a dire “Quel numero orribile!” …credo sia un buon segno. Abbiamo sempre avuto cose interessanti su cui lavorare, come i materassi o girare di notte o alcune coreografie. Direi decisamente che “Thriller” è stato divertentissimo, ma erano circa le 4/5 di mattina ed io pensavo “non ce la posso fare.

E avevi anche un trucco incredibile…
In realtà è stato divertente, perché avevo bisogno di un piano di fuga che ho pianificato con attenzione e per il quale ero molto ansiosa. Non avevo mai girato tutta la notte o fatto qualcosa del genere. Quindi ho detto “non mettetemi protesi per il trucco in faccia perché voglio potermene andare subito.” Quindi mi sono messa i miei vestiti – il pigiama – sotto il costume e le mie scarpe. Avevo una parrucca e i miei capelli erano tenuti da una coda. E per il viso hanno solo usato del trucco, non avevo nessuna protesi di lattice. Quindi quando loro hanno detto “Abbiamo finito,” mi sono levata la parrucca, il costume, mi sono struccata e sono letteralmente saltata in macchina. Penso di aver chiamato mio padre sulla Costa Est perché rimanesse al telefono con me, perché da loro erano circa le 8 o le 9. Guidavo verso casa da long Beach e gli dicevo “che succede se mi addormento?

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Come è andata oggi sul set?
Nessuno può davvero comprendere come ci si senta. Personalmente penso di stare ancora processando il tutto e credo che mi ci vorrà del tempo. Abbiamo avuto una settimana emotivamente molto coinvolgente, tutta la settimana, fino a domenica, è stata piena di ultime volte. Come l’ultima scena con quella persona, il mio ultimo assolo e la mia ultima sessione di registrazione. Ogni cosa è stata triste. Arrivati a domenica penso fossimo tutti emotivamente prosciugati. Tutto il giorno è trascorso in una sorta di nebbia. Era come se non potessimo credere che stesse davvero accadendo man mano che si avvicinava e che si arrivava quell’ultima scena.
Ma alla fine della giornata, le ultime persone in quella stanza della musica eravamo Jenna, Kevin, Chris, Darren [Criss], Amber, Chord [Overstreet], Becca [Tobin] e Matt Morrison. E quelle erano le persone – era il gruppo che era stato lì da sempre – gli originali. Essere in quella stanza e poi sentire gridare “taglia,” io Jenna, Amber e Kevin ci siamo abbracciati tutti insieme, piangendo. Fortunatamente avevo con me il mio migliore amico Jonathan [Groff] che si è preso cura di me. E’ stato molto triste.
E alla fine, la sera, siamo andati tutti nell’auditorium, quel gruppo di persone con il [co-creatore] Brad Falchuk – ci siamo seduti in circolo ed a turno abbiamo detto qualcosa di speciale su cosa lo show significasse per noi. Abbiamo detto addio, ed è tutto. Abbiamo davvero fatto onore a quell’ultimo giorno e ci siamo assicurati che tutti comprendessero e fosso consci di quanto stava accadendo. Abbiamo veramente reso onore a tutta questa esperienza in quell’ultimo giorno. ma mi ci vorrà molto tempo per capire cosa provo.

Puoi dire cosa significa per te questo show?
Ci sarebbe così tanto da dire. E’ certamente la più incredibile esperienza della mia vita fino a questo momento. Gli alti e bassi … è stato il viaggio più bello che tutti noi potessimo affrontare e non potrei essere più grata. Una cosa che abbiamo detto tutti quella sera è stata che eravamo sempre tutti così felici di andare a lavoro. E penso che questo dica molto sulle persone che hanno trascorso così tanto tempo insieme negli ultimi sette anni. Abbiamo genuinamente amato il nostro lavoro. Credo che con il tempo tutto acquisisca una diversa prospettiva. Abbiamo finito una stagione piena, che è sempre estenuante, e in un paio di settimane, quando capiremo che non torneremo… Sai, quando  sarò sul set di Scream Queens e dirò “Un attimo, devo tornare sul set di Glee,” e loro mi risponderanno “Non devi tornarci.

Quale pensi sia il lascito di Glee?
Non credo che abbia solo portato la musica nella casa delle persone con uno show televisivo, cosa che non era stato fatta con lo stesso successo da molto tempo, ma penso che siamo riusciti a fare una commedia, che ha fatto ridere le persone e allo stesso tempo ha fatto la differenza nella nostra cultura e per questa generazione. Non solo con l’avanzamento e la consapevolezza che ha portato all’insegnamento dell’arte, ma aprendo il dialogo nelle case tra genitori e figli. E ha dato ai ragazzi dei modelli che sono come loro o affrontano le stesse cose che affrontano loro. Penso sia molto raro avere uno show così divertente e allo stesso tempo importante. E penso che questa sia la prima ragione per cui far parte di Glee sia stato un tale onore.