Il vocabolario delle serie TV

Una facile guida per districarsi nel mondo dei termini più usati nel pianeta 'Serie TV'

Chi è appassionato di serie TV si sarà trovato prima o poi ad esplorare il web alla ricerca di nuove informazioni sui propri beniamini, scontrandosi con termini inglesi a volte difficili da decifrare, ma che per gli addetti del settore hanno invece precisi significati. Dalla necessità di comprendere quindi alcuni di questi termini nasce l’idea di condividere le informazioni che ho appreso negli anni in una sorta di vocabolario che potrà aiutarvi a districarvi tra i meandri del mondo delle serie televisive.

Showrunner: è una figura professionale che qui in Italia non esiste. È il deus ex machina, il creatore dello show, colui che tutto – o quasi tutto – può, la persona che mantiene i delicati rapporti con il network. La figura dello showrunner nel tempo è molto cambiata: da anonimo scrittore, che non compariva mai davanti alle telecamere e che era per lo più sconosciuto al pubblico si è trasformato oggi in autentica star, con il proprio account Twitter ed una crescente necessità di avere un contatto diretto con i suoi ammiratori.

Molti appassionati di televisione guardano spesso una nuova serie proprio perché spinti dall’impronta creativa data dallo showrunner, piuttosto che dagli attori coinvolti: nomi come J.J. Abrams (Felicity, Alias, Lost, Fringe) e Joss Whedon (Buffy the Vampire Slayer, Angel, Firefly, Serenity, Dollhouse, Agents of S.H.I.E.L.D.) ad ogni nuova produzione portano con loro un folto pubblico di appassionati fan, dimostrando come il loro nome non sia un richiamo inferiore di quello di un famoso attore.

Per comprendere meglio i loro compiti, consiglio la visione del documentario Showrunners, che vi accompagnerà nella scoperta dell’affascinante mondo della televisione e del ruolo di questa potente figura della produzione americana, attraverso numerose interviste ai più grandi showrunner del momento.

Spoiler: dal verbo inglese “to spoil”, cioè rovinare. Gli spoiler sono quelle anticipazioni su una serie TV che vengono rilasciate dalla stampa di settore. Gli spoiler sono i protagonisti assoluti di ogni intervista e spesso i giornalisti tendono a subissare di domande i malcapitati protagonisti di una serie o i produttori circa le anticipazioni sugli eventi futuri.
Spesso gli spoiler vengono rilasciati ad hoc a qualche giornalista prescelto per diffondere una data informazione con lo scopo di richiamare l’attenzione del pubblico su uno specifico episodio, più raramente accade che vi sia una vera e propria fuga di notizie che venga immediatamente recepita dai fan della serie per essere rilasciata in rete alla velocità della luce.

Casting: Fare un casting significa scegliere gli attori di una serie, che siano essi i protagonisti o mere comparse. Spesso conoscere chi venga scelto per interpretare questo o quel ruolo in una serie, finisce per fornire anche succosi spoiler agli appassionati che seguono quindi con grande interesse tutte le notizie legate ai casting.

Pilot: Il pilot è l’episodio pilota di uno show che viene prodotto e girato al fine di essere venduto ad un canale televisivo. Potrebbe sorprendervi saperlo, ma sono pochissimi i pilot che il pubblico ha l’opportunità di vedere e questo nonostante il mastodontico lavoro ed investimento che vi sia dietro ognuno di essi. Tutto nasce ovviamente dall’idea creativa di uno showrunner, dall’investimento economico di un network e dal fondamentale casting.  I pilot vengono poi giudicati non solo dai network stessi, ma anche da gruppi di interesse che valutano l’opportunità o meno di trasformare quell’unico episodio in una serie completa.

Bottle episode: letteralmente “episodio in bottiglia,” vengono definiti così nelle serie televisive quegli episodi girati cercando di risparmiare al massimo sulla costruzione di nuovi set, riprese esterne o guest star. Normalmente sono episodi in cui vediamo solo i membri principali del cast confinati, per diverse ragioni, in un ambiente ristretto. Le produzioni televisive usano questo escamotage quando devono risparmiare sulla produzione, ma ciò non vuol dire che questi episodi siano meno efficaci di quelli “normali.” Alcuni riuscitissimi esempi di bottle episode sono  Breaking Bad – “Fly”, The X-Files -“Ice”, Buffy The Vampire Slayer – “Older And Far Away”, The West Wing – “17 People”, Bones – “The Man In The Fallout Shelter”, Firefly – “Out Of Gas”.

Hiatus: con la parola hiatus viene indicato il periodo durante il quale la produzione di una serie va in pausa o non viene trasmessa in TV. Nella produzione americana non esiste solo lo hiatus estivo, che va dal metà maggio a metà luglio, quando ricominciano le riprese della nuova stagione di uno show. Anche una singola settimana di pausa, come accade per esempio per quella del Ringraziamento, a novembre, in cui gli show sono soliti fermarsi, viene indicata usando questo termine.

Sides: Le sides sono parti di copione di una singola puntata che vengono pubblicate su specifici siti per permettere agli attori che devono essere provinati di imparare il proprio ruolo. Diffondere le sides è illegale, ma nella realtà dei fatti molti degli spoiler che girano in rete sono proprio tratti dalla distribuzione di questi stralci di copione. Pagando un costo annuale, che non supera i 50/60 dollari, è infatti possibile iscriversi ad uno dei molti siti da cui agenti ed attori prendono il materiale per i provini in maniera del tutto legale. Molti fan adottano questo metodo per ottenere spoiler sulla serie che seguono. Le sides contengono normalmente poche battute dei protagonisti, ma spesso quel poco basta agli appassionati dello show per carpire informazioni importanti sulla puntata in oggetto.

Stills: sono le immagini promozionali che vengono rilasciate dalle produzioni televisive per pubblicizzare una puntata. Pubblicate normalmente un paio di settimane prima della messa in onda dell’episodio, vengono distribuite dagli stessi network e mostrate dai vari siti di settore del giornalismo televisivo.

Crossover: il crossover è un episodio o una serie di episodi in cui due diverse serie televisive si intrecciano tra loro. Questo espediente è usato normalmente con serie prodotte dagli stessi network, per evidenti motivi di accordi resi più facili dalla stessa casa madre che li produce. Più raramente accade che network diversi permettano dei crossover tra serie da loro prodotte.
Esempi tipici di crossover li abbiamo visti tra i vari Law & Order o CSI con i più recenti CSI Miami e CSI New York. Spesso capita anche che si incrocino tra loro serie animate e reali, ne è un esempio il penultimo episodio della quarta serie di Bones, in cui Stewie della serie Family Guy (I Griffin in Italia) interagisce con l’attore protagonista David Boreanaz sotto forma di allucinazione.

Spinoff: con questo termine viene indicata una serie televisiva che deve la sua esistenza ad uno show da cui prende spunto. Un esempio di spinoff è la serie Angel, nata dalla più nota Buffy the Vampire Slayer. Per essere definito un vero spinoff, la serie “madre” deve perdere uno dei suoi attori principali in favore del nuovo prodotto.

Offshoot: l’offshoot è molto più frequente dello spinoff. Il concetto è sempre lo stesso, una serie già conosciuta al pubblico viene usata come trampolino di lancio per una nuova idea creativa, con la differenza che nessuno dei membri del “vecchio” cast viene trasferito nella nuova produzione. Questo è un sistema sempre più usato dalle major americane per proporre nuove serie al pubblico, poiché viene sfruttata la fidelizzazione dei fan ad un prodotto già consacrato dal successo per presentarne uno nuovo. Esempi di Offshoot sono NCIS Los Angels, NCIS e JAG, The Finder e Bones o The Flash, che andrà presto in onda come offshoot di Arrow.

Remake vs. Reboot: termini molto simili, ma con una non sottile differenza. Entrambi indicano il rifacimento di qualcosa preso dal passato. Con il remake però ci si attiene più fedelmente al prodotto ispiratore della nuova serie, mentre con il reboot si riprendono solo alcuni degli elementi del passato per fonderli in una nuova formula e trama che vengono in sostanza reinventate.
Esempio molto attuale di reboot è la serie di successo Hawaii Five-0, ispirata allo show andato in onda alla fine degli anni sessanta Hawaii five-o.

Sweeps week: in diversi momenti dell’anno – più precisamente sotto Natale e nel mese di febbraio – la Nielsen Media Reserch, la compagnia che si occupa di monitorare gli ascolti delle serie televisive americane manda dei questionari a spettatori campione in tutta la nazione (USA) per raccogliere dati sui programmi che vengono maggiormente seguiti. I risultati che ne derivano vengono analizzati da appositi professionisti di ogni singolo network e sono di fondamentale importanza perché in base ad essi vengono decisi gli spazi pubblicitari da vendere per ogni show.
Maggiore è il numero di persone che guarda uno show, più alto è il prezzo a cui il corrispondente spazio pubblicitario può essere venduto, aumentando così l’introito del network.
Non è quindi un caso che in occasione degli episodi che vanno in onda durante la sweeps week, i produttori esecutivi usino, per così dire, l’artiglieria pesante, invitando nomi famosi a partecipare agli episodi come guest star o trattando argomenti particolarmente delicati e richiesti dai fan, in modo da attirare maggior pubblico possibile.

Midseason: vuol dire letteralmente “mezza stagione” e, nel mondo della televisione, cade a dicembre, prima dello hiatus natalizio. Le serie negli USA cominciano normalmente la loro programmazione a settembre e fanno pausa per Natale, per riprendere poi da metà gennaio fino a maggio.
Il midseason finale è appunto l’ultimo episodio di uno show che viene mandato in onda prima dello hiatus.

Rating: il rating è un dato molto più ampio del nostro auditel, indica infatti la percentuale di famiglie americane che guardano un dato programma, rispetto al numero totale di possessori di una televisione, che essa sia o meno accesa al momento del rilevamento. Diverso dal rating, è lo share – comparabile al nostro auditel – che indica la percentuale di spettatori sintonizzata su un dato programma rispetto al numero di televisioni accese in quel dato momento.
Normalmente i dati di ascolto negli USA hanno questo aspetto: 6.8/11, in cui 6.8 è il rating, che indica che un dato programma TV è stato visto dall’6,8% delle famiglie americane che possiedono un televisore, mentre 11 è lo share, che indica che l’11% delle famiglie con il televisore acceso al momento della trasmissione stava guardando quel dato programma.
I dati sugli ascolti vengono normalmente comunicati negli USA il giorno dopo della messa in onda e vengono definiti “preliminari”, perché mancano normalmente dei DVR, cioè i dati relativi a quella percentuale di persone che non segue il programma in diretta, ma lo guarda in differita. I DVR sono calcolati e presi in considerazione fino a sette giorni dalla trasmissione del programma in oggetto.
Infine quel 18-49 indica un gruppo di età. Dai 18 ai 49 anni e normalmente è il gruppo più ricercato da chi analizza gli ascolti di un programma, perché sono le persone con maggiore potere di acquisto. Che quindi l’age group con questa caratteristica dimostri interesse per un dato programma, è ovviamente fondamentale per i pubblicitari e per chi produce i programmi stessi nel momento in cui si va a decidere quali e quanti spazi pubblicitari andare a vendere.

Syndication: con syndication si intende la pratica attraverso la quale vengono venduti i diritti per la trasmissione di programmi televisivi a diverse reti televisive inferiori. Negli Stati Uniti la rete TNT manda costantemente in onda repliche di serie televisive, proprio grazie a questo sistema e normalmente una serie deve avere almeno 88 episodi per poter rientrare tra quelle che vengono trasmesse in syndication.
La syndication è una componente fondamentale dell’industria televisiva moderna dato che, oltre a permettere al pubblico di vedere le repliche di una serie, è – ovviamente – una grossa fonte di guadagno, la principale in realtà che si ha da una serie televisiva.
Il prezzo stabilito per una serie televisiva è infatti direttamente proporzionale al suo successo, da questo si può immaginare quanto importante sia questa pratica per uno show di successo.
La syndication è usata anche nel mercato internazionale, trasmettere programmi sindacati infatti, può essere più conveniente che produrne di propri, con tutti i rischi di impresa che questo comporta. Abitudine ovviamente utile al mercato americano che ha così invece l’opportunità di investire in nuovi show, grazie a questa continua richiesta che viene dall’estero.
Questa pratica permette inoltre al pubblico, americano e non, di rivedere una serie in seconda battuta e capita spesso che, grazie ad essa, uno show che in prima istanza non aveva avuto grandissimo successo, sia invece riportato a nuova vita.

Per concludere questo, spero utile, excursus sul vocabolario delle serie TV, faccio un breve accenno ad alcuni particolari eventi nell’arco dell’anno particolarmente importanti per i network e le serie che producono.

Il TCA (Television Critics Association) è formato da un gruppo di giornalisti del settore televisivo americano e canadese che si incontrano due volte l’anno a Los Angeles – a gennaio e luglio –  in conferenze note come Winter and Summer Press Tours.
In queste occasioni i vari network presentano i propri prodotti alla stampa ed entrambi sono succulenti appuntamenti per gli appassionati di serie televisive, poiché è possibile sentire interviste o leggere articoli e spoiler riguardanti gli show più amati.

Altro importante appuntamento è quello degli upfronts che si tengono a New York nella terza settimana di maggio. Così chiamati perché danno inizio all’importante vendita degli spazi pubblicitari dei network, durante gli upfronts, i dirigenti dell’industria televisiva incontrano giornalisti ed inserzionisti a cui presentano i loro prodotti per la stagione successiva.

Il mese di maggio è molto importante per la televisione americana, non solo infatti in questo mese vanno in onda praticamente tutti i season finale delle più importanti serie televisive, ma i fan attendono anche con trepidazione il destino degli show da loro amati. Sempre in questo periodo infatti i network rinnovano i contratti con attori e produttori, decidendo sul rinnovo o la cancellazione dei vari show in onda.

Ora che avete consultato il vocabolario delle serie TV potete padroneggiare con maggiore naturalezza il linguaggio dei veri appassionati di TV series.