La vera toccante storia di Renato Pozzetto: da sfollato di guerra ad attore di successo

Tra i ricordi di cabaret e di teatro, il comico milanese ha parlato della povertà e di altri momenti salienti della sua vita.

Renato Pozzetto è un nome evocativo e nostalgico, uno di quei comici che si rivede sempre con piacere in televisione o in uno dei suoi intramontabili film. Ma è un Pozzetto sotto certi aspetti inedito quello che è emerso tra le pagine di un’intervista al quotidiano Il Giorno, che l’attore ha concesso in questi giorni. Il comico ha parlato dei suoi esordi nel mondo dello spettacolo, della sua cinquantennale amicizia con Cochi Ponzoni, ma ha svelato alcuni fatti della sua vita privata che erano ignari ai fan.

Uno su tutti i ricordi del bombardamento americano che l’appartamento della famiglia Pozzetto, situata nel Laveno Mombello, ha subito nel lontano 1942. “La casa dei miei genitori venne bombardata e scappammo nel Varesotto. Tornammo a Milano sei anni dopo, ma ricordo le nostre valigie di cartone”, ha raccontato l’attore. Anni di disperazione e incertezza che ha rievocato con la sua consueta ironia e il sottile humour lombardo.

Ed è proprio lasciandosi andare ai ricordi che Pozzetto ha voluto spiegare ai lettori de Il Giorno che, in quel periodo della sua vita, non aveva nemmeno i soldi per pagare il tram, e che per lungo tempo ha abitato nelle cosiddette “case popolari”, rifugi di fortuna per persone che all’epoca non avevano a disposizione denaro sufficiente per comprare casa. E ripensando a Laveno Mombello, l’attore ha spiegato che, soltanto nel 1972, quindi trent’anni dopo i bombardamenti, è riuscito a riacquistare la vecchia casa contadina dei suoi, insieme al fratello Achille.

Prima del successo televisivo, della notorietà e dei guadagni c’è stato un Renato Pozzetto che, come tanti italiani, ha vissuto i disagi della povertà. A scuola non era di certo uno studente brillante ma “riuscivo sempre a farcela per il rotto della cuffia”. Insieme a lui c’era anche Cochi, amico d’infanzia e futuro collega artistico, un uomo con cui avrebbe creato i primi sketch trasmessi sulla Rai.

Cochi e Renato arrivavano entrambi dalla guerra e dalla fame, avevano conosciuto i disagi del vivere come sfollati, ma si erano ritrovati a condividere un’innata passione per il teatro. I due hanno iniziato a strimpellare con la chitarra, creando le prime canzoni (che poi sarebbero diventate dei veri e propri tormentoni), conoscendo artisti come Dario Fo ed Enzo Jannacci. “L’arrivo in tv non è stato fulmineo“, ha dichiarato Pozzetto, ma alla fine degli anni Sessanta c’è stata per lui e Cochi la consacrazione. Poi, da solo, Renato ci ha regalato film meravigliosi, da “La casa stregata” a “Il ragazzo di Campagna”.

Oggi, a 76 anni compiuti, l’attore si divide tra spettacoli teatrali e la gestione di un ristorante che ha aperto da qualche tempo a Laveno sul Lago Maggiore. Di strada ne ha fatta davvero tanta, ma ora abbiamo scoperto che, tra un sorriso e una risata, c’è stato un tempo in cui Pozzetto ha vissuto momenti difficili durante la sua giovinezza. Eventi che fanno parte del passato, certo, ma che dimostrano come i più grandi comici siano quelli che riescono a sorridere della vita, superando le difficoltà, fino a diventare un esempio per tutti noi.

[Foto: cataniavera.it]