Limitless: recensione dell’episodio 1×01 “Pilot” [spoiler]

Il nuovo pilot della CBS convince, aiutato dell'apparizione di Bradley Cooper che riprende il suo ruolo di Eddie Morra

Il pilot di Limitless, la nuova serie della CBS tratta dall’omonimo film con Bradley Cooper, ha dimostrato di avere ottime potenzialità, sebbene rischi, come ogni altra serie procedurale, di cadere in un meccanismo che potrebbe presto stancare il pubblico. Quel che è certo, nel caso gli scettici se lo fossero domandato, è che le vicende oggetto della serie, più che essere un rifacimento del film, sono piuttosto il loro prosieguo, con la differenza che il protagonista dello show è il nuovo personaggio Brian Finch (Jake McDorman).

Il primo episodio, dal punto di vista della regia, raggiunge standard cinematografici, con un interessante uso del colore dominante delle scene che cambia a seconda del momento in cui Brian sia o meno sotto l’effetto dell’NZT e anche le scene d’azione sono piuttosto ben girate, con una in particolare in cui il protagonista fugge dall’FBI che lo insegue dopo averlo colto sulla scena di un omicidio.
La struttura della storia è molto simile al film (il ragazzo fallito che non ha un posto nella vita incontra un vecchio amico, più fortunato di lui, che gli fornisce la prima dose della potente droga), ma – come anticipavamo – non è sicuramente un rifacimento, né richiede di aver visto la sua fonte di ispirazione al cinema per poter capire cosa davvero stia accadendo.
Jake McDorman fa un ottimo lavoro nell’interpretare lo sbandato senza arte né parte, ma con un cuore buono ed un legame speciale con la propria famiglia, e riesce anche a rendere con efficacia il passaggio da persona “normale” a “genio” sotto l’effetto della droga.

Nel pilot, Brian si trova a doversi difendere dall’accusa di aver ucciso proprio il vecchio amico che gli aveva fornito la prima dose di NZT, ma grazie anche all’incontro con l’agente dell’FBI Rebecca Harris interpretata da Jennifer Carpenter (Dexter) riesce a consegnare alla giustizia il vero colpevole e a firmare un accordo con l’agenzia governativa per continuare a collaborare con loro dietro la fornitura imperitura di NZT, ai cui effetti collaterali Brian sembra essere immune. Per essere un pilot, in cui in poco meno di 45 minuti gli autori devono riuscire a fare affezionare il pubblico a quelli che saranno i protagonisti della storia, il personaggio che forse rende di meno è però proprio quello della compassionevole Rebecca, che – considerando i suoi trascorsi – pur convincendo nella parte dell’efficace agente dell’FBI, non mostra tali tratti caratteriali da renderla davvero interessante o farla spiccare.

Ma torniamo alla questione degli effetti collaterali dati dalla droga e del motivo per cui Brian sembri esserne immune. Uno dei momenti migliori del pilot, e non poteva ovviamente essere altrimenti, è l’apparizione di Cooper che, nella serie, per qualche minuto, riprende il suo ruolo del film di Eddie Morra.

La presenza di Morra serve sicuramente a connettere la storia di Brian a quella del protagonista del film e a raccontare cosa sia stato del suo personaggio dopo la fine del lo stesso. Morra, in un certo senso, consegna le “chiavi del regno” a Brian, svelandogli come evitare gli effetti collaterali della droga e spiegandogli di avere bisogno di una sorta di “alleato” al suo livello che possa usufruire dei sui stessi vantaggi; che questo significhi che vedremo altre volte Morra nella serie dovrà essere ancora stabilito, ma quel che è certo è che l’apparizione di Cooper può essere una sorta di lama a doppio taglio per la serie perché, per quanto il personaggio di Brian sia interessante, in quei pochi minuti in cui incrocia il suo cammino con quello di Morra, gli occhi di tutti sono ovviamente puntati su Bradley Cooper piuttosto che su di lui. La domanda quindi è: il pubblico continuerà a guardare Limitless nella speranza che Cooper torni a fare un’apparizione o perché  si sarà davvero affezionato a Brian e alle sue vicende?

Il pilot, in generale, riesce comunque in poco tempo a creare una credibile mitologia legata all’NZT e a introdurre al pubblico quella che sarà la norma negli episodi che seguiranno, con Brian e Rebecca uniti insieme per combattere il crimine, l’FBI con il segreto intento di studiare il giovane e riuscire a capire perché sia immune agli effetti collaterali della droga e Brian con quello di sfruttare la possibilità di avere una perenne e gratuita fornitura della stessa, addirittura da parte del Governo e, nel contempo, riuscire finalmente a fare qualcosa della propria vita. La speranza, come in ogni procedurale che si rispetti, è che la parte dedicata ai “casi della settimana” si bilanci in maniera adeguata proprio con la mitologia del film, continuando a raccontarci anche la scalata al successo di Morra o spiegando quantomeno il perché l’uomo abbia scelto proprio Brian e quale sia il vero motivo per cui possa avere bisogno di lui. Scoprire che l’apparizione di Cooper altro non era che uno specchietto delle allodole solo per attirare pubblico sarebbe, insomma, piuttosto deludente.