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Madonna, U2, Radiohead: le rockstar chiedono libertà per le Pussy Riot

LaRedazione
23 luglio 2013
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Le rockstar chiedono libertà per le Pussy Riot: artisti del calibro di Madonna, U2 e Radiohead si sono pubblicamente esposte per invocare giustizia nei confronti del collettivo artistico russo, ormai da diversi anni alla ribalta delle cronache per la loro attività anti-Putin ed anti-governativa. Il che le ha rese osservate speciali dal Cremlino, fino al processo celebrato lo scorso anno che ha guadagnato la ribalta delle cronache internazionali, e che soprattutto ha procurato la condanna e la detenzione in carcere per due delle artiste russe. Il che non ha di certo fermato l’attività del collettivo, considerando che proprio la scorsa settimana le Pussy Riot hanno rilasciato un nuovo video su YouTube, nel quale si sono scagliate esplicitamente contro lo sfruttamento ambientale in Russia, derivante dall’estrazione del petrolio e del gas per l’ottenimento di fonti energetiche.

Questo però non risolve la situazione delle due attiviste arrestate e processate nell’agosto dello scorso anno, Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina, che si erano rese protagoniste di una performance all’interno della cattedrale di Mosca del Cristo Salvatore. Era stata una sorta di preghiera in stile pop punk, nella pura tradizione delle esibizioni delle Pussy Riot, e che invitava alla messa al bando di Vladimir Putin tramite un aiuto divino.

Il tutto era costato alle due Pussy Riot una condanna per vilipendio ed istigazione all’odio religioso, due anni di reclusioni che la Tolokonnikova e la Alekhina stanno ancora scontando in un carcere poco lontano dalla capitale russa. Una situazione che secondo gli artisti che si sono riuniti per scrivere e lanciare l’appello, viola i diritti umani e il diritto al dissenso, e per questo grandi cantanti ed interpreti come Björk, Eddie Vedder dei Pearl Jam, i leader di gruppo storici come i Sonic Youth (Kim Gordon e Thurston Moore) i Genesis (Peter Gabriel) ed i Dire Straits (Mark Knopfler), assieme ai sopracitati Bono, Madonna e Thom Yorke dei Radiohead, hanno firmato questa lettera in cui invitano le due Pussy Riot a tenere duro, e soprattutto invitano le autorità internazionali a vigilare su quelle russe, sottolineando l’iniquità del processo a causa del quale la Tolokonnikova e la Alekhina sono state condannate. Vedremo se questa presa di coscienza collettiva servirà per mettere in luce quella che sembra ai più come una palese violazione dei diritti umani, tema che resta spinoso in un paese come la Russia.

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