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Papa Francesco: ‘Chi sono io per giudicare i gay?’

LaRedazione - 30 luglio 2013
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30 luglio 2013
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Papa Francesco si chiede ‘Chi sono io per giudicare i gay?’ e sembra aprire la strada verso un’altra rivoluzione all’interno della Chiesa. La dichiarazione, già giudicata di enorme importanza per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali, è stata rilasciata dal Pontefice sull’aereo, al suo ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù, svoltasi in Brasile a Rio De Janeiro. Un evento che ha radunato sulla spiaggia di Copacabana tre milioni di giovani provenienti da tutto il Sudamerica a da tutto il mondo, per accogliere il Papa al suo primo incontro ufficiale con la gioventù cattolica, dopo la sua elezione al soglio pontificio avvenuta nel marzo scorso.

Durante il lungo volo di ritorno da Rio verso Roma, Papa Francesco è rimasto a colloquio per circa un’ora e mezzo con i giornalisti presenti all’interno dell’aereo, toccando molteplici argomenti. La questione gay è quella però che ha fatto registrare le dichiarazioni maggiormente significative da parte del pontefice, che ha iniziato parlando della possibilità dell’esistenza di una lobby gay in Vaticano. Una questione molto dibattuta, con Papa Bergoglio che ha sottolineato di non possedere certo una lista composta da personaggi omosessuali che farebbero valere la loro influenza nelle segrete stanze del Vaticano. Di sicuro, sempre a detta del Papa, il concetto sbagliato è proprio quello di ‘fare lobby’, indipendentemente da chi la possa costituire. Un concetto che poi si è allargato sulla presenza stessa di gay in Vaticano e nella vita cattolica, e da qui la frase che ha fatto discutere, ma che è sembrata anche un’apertura della fede verso qualunque orientamento sessuale. ‘Chi sono io per giudicare i gay?‘, ovvero, secondo Papa Francesco, come si può giudicare ed eventualmente ostacolare una persona omosessuale che ha deciso di cercare Dio, magari sotto i precetti della fede cattolica? Un gay, se persona per bene e fedele ai valori del cristianesimo, va aiutato e condotto alla ricerca della fede, e secondo Bergoglio le discriminazioni sono a prescindere sbagliate.

Un concetto che si è esteso anche ai divorziati, al centro da tempo di una diatriba abbastanza intricata, che vede per loro preclusa la possibilità di ricevere la comunione durante la messa. Papa Francesco riguardo questo aspetto ha enfatizzato molto il concetto di misericordia, spiegando come per le autorità ecclesiastiche sia necessario studiare e trovare percorsi alternativi per quelle persone che dopo un divorzio vogliono tornare a ricevere i Sacramenti, senza passare le attuali lunghe, tortuose e dispendiose forme di annullamento canonico. Insomma, molta carne al fuoco e un discorso che sembra aprire la strada a svolte profondamente importanti.

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