Rischio attentato? Il governo Tedesco suggerisce ai cittadini di fare scorte alimentari

In Germania il Ministero dell'Interno informa i propri cittadini su come sopravvivere a un attacco terroristico.

Mentre l’allarme terrorismo in Europa diventa negli ultimi mesi sempre più palpabile, in Germania hanno pensato bene di redigere per i cittadini una sorta di vademecum, di circa settanta pagine, su come affrontare il pericolo di un attacco terroristico. Il titolo di questo manuale è “Franckurter Allgemeine Zeitung” (FAZ), ed è stato redatto non da un giornalista esperto di terrorismo, ma direttamente dai membri del Ministero dell’Interno.

Ma davanti a un testo del genere bisogna preoccuparsi oppure premiare la granitica freddezza teutonica? Questa è la domanda che in tutta Europa si stanno ponendo. Perché se da un lato bisogna sostenere la prevenzione verso eventuali attacchi terroristici, dall’altro scoprire che anche una nazione come la Germania stia “preparando” i propri cittadini a sopravvivere in una situazione di estremo disagio desta davvero molte preoccupazioni.

Insomma, il governo tedesco ha inserito nel suo vademecum delle informazioni precise sulla quantità di generi alimentari e di acqua che ogni cittadino dovrà possedere quando, e se, i terroristi arriveranno a colpire la Germania. Cibo per dieci giorni e acqua per cinque: è questo, in pratica, uno dei consigli che si legge nelle istruzioni che il Ministero dell’Interno ha divulgato. Ma nel testo ci sono anche altre misure cautelative, come potenziare le fondamenta degli edifici per renderli più resistenti a un’eventuale esplosione e le segnalazioni di allarme specifiche in caso di attacco radioattivo.

Naturalmente non sono mancate le polemiche da parte dell’Opposizione, che considera questa scelta del Governo incentrata più su una sorta di allarmismo generale che su una vera prevenzione al terrorismo. La Maggioranza, invece, ritiene pertinente prepararsi a una minaccia di questo tipo, soprattutto per quanto riguarda l’immediato futuro.

Gli scenari di guerra attuali che coinvolgono Siria e Libia, il flusso drammatico di clandestini e gli ultimi attentati che hanno colpito Francia e Belgio potrebbero giustificare l’allarmismo tedesco o, forse, addirittura sostenerlo. La minaccia che l’Isis possa colpire l’Europa è sempre più concreta, per questo abbassare la guardia significherebbe dare ai terroristi una maggiore sicurezza dei propri mezzi.

L’ultimo piano di difesa che la Germania ha utilizzato risale al 1989, quando c’era il muro di Berlino, e i rischi di un attacco nucleare da parte dell’ex Unione Sovietica erano ancora alti. Analizzando la situazione attuale, dagli anni Ottanta a oggi, sembra che nulla sia cambiato, ma adesso bisognerà capire se la strada preventiva intrapresa dai tedeschi sia quella giusta e se, in tal caso, anche l’Italia non debba imitarli: è forse arrivato anche per noi il momento di iniziare a fare scorta di cibo e di acqua?