Serie TV: recensione di The Path, la nuova serie di Hulu

Aaron Paul, Michelle Monaghan e Hugh Dancy sono i protagonisti del nuovo dramma prodotto da Hulu

Nato dalla penna di Jessica Goldberg, The Path, il nuovo dramma prodotto da Hulu ha debuttato con questa settimana dopo un notevole battage pubblicitario, dovuto soprattutto ai tre talentuosi protagonisti: Aaron Paul, Michelle Monaghan e Hugh Dancy.

La serie, che sarà composta di 10 episodi, racconta la vita di un culto – o come si definiscono loro un movimento – i Meyerist, i cui membri vivono in un piccolo villaggio rurale degli Stati Uniti, seguendo le regole dettate da un fantomatico “Guardiano della Luce”, un uomo che il gruppo crede trovarsi in Peru in ritiro spirituale, ma che in realtà versa in uno stato di coma vegetativo che non gli permette di comunicare con i propri adepti. Tra i pochi a conoscere del suo stato di salute il leader “reggente” dei Meyerist, interpretato da Hugh Dancy, un uomo dalla forte volontà deciso ad allargare le maglie del suo culto raccogliendo un maggior numero di adepti grazie al suo indiscusso fascino, carisma e ad uso oculato e manipolativo dei mezzi di comunicazione.

I primi due episodi della serie si concentrano tuttavia sulla famiglia Lane, composta da Eddie (Aaron Paul), un convertito con un passato difficile, da Sarah (Michelle Monaghan), una donna nata in una famiglia Meyerista ed i loro tre figli. All’apparenza tutti sembrano essere persone calme, razionali e amorevoli dedite alla ricerca “della luce” attraverso la metaforica arrampicata di una “scala,” termine usato nel primo libro scritto dal fondatore del movimento. L’apparente serenità dei suoi membri e la finalità del culto, nascondono però in realtà molti segreti, il più scottante dei quali riguarda la crisi di fede di Eddie il quale, dopo essere stato in un ritiro spirituale in Peru, invece di aver rafforzato la sua fede, è ripartito con seri dubbi sulla natura dei Meyerist e con una serie di visioni – aiutate dalla somministrazione di una buona dose di sostanze allucinogene – che gli hanno mostrato il leader del movimento in stato di coma.

I dubbi di Eddie lo portano a fare una serie di ricerche che lo mettono in contatto con una donna sfuggita alle magli del movimento e che cerca di metterlo in guarda sulla vera natura dei Meyerist, ma Eddie finirà apparentemente per scegliere di non abbandonare la propria famiglia piuttosto che investigare sulla veridicità delle affermazioni della donna. Sarah, infatti, sospettosa del comportamento sfuggente del marito, crede che lui la stia tradendo con un’altra e gli domanda/impone, dietro anche il suggerimento di Cal Roberts (Hugh Dancy), il quale sembra provare per la donna sentimenti piuttosto ambigui, di sottoporsi ad una sorta di cerimonia che lo pulisca dei suoi peccati e lo faccia tornare in piena forza e fede in seno alla comunità.

La serie, pur riuscendo sicuramente a catturare l’attenzione del pubblico sin dal primo episodio, ha ricevuto qualche critica. La serie è stata per esempio accusata di essere troppo “vaga” nella descrizione delle finalità e delle regole del movimento dei Meyerist, scelta che nasce probabilmente dalla necessità di non “offendere” nessun culto davvero esistente negli USA, molti dei quali, sono davvero molto potenti. La serie tuttavia mostra molto chiaramente le tecniche di indottrinamento usate dai Meyerist, persino con libri appositi che vengono letti ai bambini, tecniche che rispecchiano in pieno quelle usate nella realtà da questi culti ed in quanto al fatto che le sue “regole” e la natura del suo credo possano sembrare non troppo definiti, anche questo fa parte della natura intrinseca di questi movimenti. Gli adepti sono sempre tenuti allo scuro circa lo scopo finale di questo genere di culti, e spesso all’interno della comunità, si devono superare una lunga serie di livelli per avvicinarsi sempre di più “all’illuminazione”, ma lo scopo dei leader è esattamente quello di creare questa sensazione di confusione atta al controllo e alla manipolazione dei seguaci. Meno si sa, più confusione si crea, maggiore è l’alone di mistero, più facile è la manipolazione delle menti, trovo quindi, personalmente, che questo genere di critica sia del tutto superficiale, perché questo importante aspetto è invece ben descritto e vissuto dai protagonisti dello show.

Ovviamente siamo solo all’inizio e sono molto curiosa di vedere Eddie raggiungere il punto di rottura e non riuscire più a negare i suoi dubbi, come lo sono di vedere la reazione di Sarah che, nonostante le sue paure e la sua ferma fede, ama sinceramente il marito. Altrettanto avvincente sarà scoprire la vera natura di Cal, che ha già dato prova di non essere l’uomo che sembra, come lo sarà vedere il modo in cui userà i media per far conoscere il proprio movimento ed allargarne i confini. Cal è un moderno conquistatore, in molti sensi, e forse tra i tre protagonisti è quello che rimane più impresso, anche se – almeno in queste prime due puntate – Aaron Paul ha avuto il meno fortunato ruolo di dover interpretare un uomo combattuto tra dubbio e certezze, probabilmente quando deciderà di passare al contrattacco, diverrà un antagonista più che all’altezza per il carismatico Cal.