The Flash: recensione dell’episodio 3×08 Invasion! [spoiler]

Tra epiche scene di battaglia e minacciosi alieni si chiude il primo appuntamento con il crossover di Arrowverse.

Stabilito che l’episodio di ieri di Supergirl – nonostante i tentativi del network- non poteva essere considerato il primo del crossover, di questa puntata di The Flash c’è veramente molto, ma molto da dire a partire dalla conferma, e primo Easter egg della serata, che Kara Denvers, alias Supergirl, vive su Terra-38, la prima casa di Superman, che debuttò nei fumetti della DC Comics, per l’appunto, nel lontano 1938.

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I Dominatori – realizzati per l’occasione in CGI, cioè con immagini generate al computer, come in sostanza vengono fatti tutti i maggiori film di animazione oggigiorno – sono una pericolosa razza aliena il cui scopo resta, almeno in questo episodio, ancora un mistero e mandano in avanscoperta alcune navicelle che atterrano a Central City, ragione per cui spetterà a Barry il compito di trovare una soluzione per liberarsi di questo pericolo. Il primo personaggio a fare la sua apparizione nel mondo di Flash è inaspettatamente Lyla, la quale rivela a Barry che i Dominatori sono già stati sulla Terra negli anni 50 e dopo essersi lasciati alle spalle diverse vittime, sono misteriosamente scomparsi. Rendendosi conto della minaccia di fronte alla quale tutto il pianeta si trova, Barry decide quindi di riunire tutti suoi amici per fare fronte comune contro il nuovo nemico.

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Il primo ad essere reclutato è Oliver alias Green Arrow il quale, scorbutico come sempre, inizialmente se la prende con Barry per averlo interrotto quando era sul punto di catturare il Vigilante, ma quando Barry gli spiega la situazione, decide comunque di aiutarlo ed insieme a Diggle, Felicity e Thea – che per l’occasione decide di indossare di nuovo il suo costume di Speedy (dopotutto non capita tutti i giorni di combattere contro gli alieni!) – si reca a Central City, subito dopo che Felicity invia un messaggio di aiuto attraverso il tempo anche la Team delle Leggende.

Nota: Alzi la mano chi non ha riso alla vista di Diggle che vomita l’anima affacciato al balcone della casa di Felicity dopo che Flash lo porta lì grazie alla sua super velocità!

Giunti in città, e raggiunti anche dalle Leggende (con l’eccezione di Citizen Steel e Vixen che rimangono sulla Waverider), Barry porta tutti quanti in un hangar dismesso di proprietà degli STAR Lab e qui c’è il secondo Easter egg dell’episodio, cioè la Hall of Justice, il palazzo che nei fumetti della DC è il quartiere generale della Justice League. Barry, dopo aver presentato a tutti quanti anche l’ultima arrivata, Supergirl (ancora una volta la reazione di tutti ai suoi incredibili poteri è esilarante), spiega il motivo per cui li ha chiamati a raccolta e tutti concordano sulla necessità di dover scegliere un leader, qualcuno di cui fidarsi, che li guidi in questa impresa. Cisco, che non ha chiaramente ancora perdonato Barry a causa di flashpoint che ha portato alla morte di suo fratello Dante, propone Oliver, ma quest’ultimo rifiuta, dicendo che il compito spetta a Barry. Il rapporto Barry/Oliver è veramente maturato nel tempo ed in questo episodio si vede quanto forte sia il loro legame. Oliver è un leader nato, sicuramente avrebbe ricoperto in maniera meno impacciata il posto di guida per questo gruppo di eroi, ciò nonostante sceglie di lasciare il passo a Barry, in parte perché senza di lui, nel bene o nel male, tutto questo non sarebbe accaduto ed in parte perché gli dà così un’iniezione di fiducia di cui certamente Barry ha bisogno. Le conseguenze di flashpoint sono state un duro colpo per tutte le persone che lo circondano, ma Barry sta pagando a caro prezzo l’errore commesso ed Oliver, che di sbagli nella sua carriera di vigilante divenuto eroe ne ha fatti in quantità, si rende conto dell’importanza per Barry di riguadagnare fiducia in se stesso. Senza un team che ti copra le spalle, Oliver sa che il loro compito sarebbe impossibile, è quindi con questo spirito che invita Barry a prendere le redini della situazione o che cerca di convincerlo ad andare avanti, dicendogli che le tragedie, in una vita come quella che loro hanno scelto, accadono e che tutto sta nella loro abilità di alzarsi ogni volta in piedi e proseguire sulla propria strada, anche quando si commettono errori apparentemente imperdonabili.

Come era giusto, Barry affronterà le conseguenze delle sue scelte con tutti quanti, nel momento in cui Cisco lo obbligherà a raccontare cosa sia successo a causa di flashpoint: la morte di Dante, i poteri di Caitlin, la scomparsa di baby Sara ed il fatto che Martin Stein si ritrovi con una figlia che prima non aveva e la scena non è facile da guardare. Diggle soprattutto rimane senza parole quando apprende la verità sulla piccola Sara ed il suo “quindi hai cancellato una figlia dalla mia vita?” è più che sufficiente a far tremare i polsi di chiunque, ma non tanto perché le parole di Dig suonino come una minaccia, ma piuttosto per la carica di dolore che contengono. Nonostante sia comprensibile il motivo per cui Cisco metta Barry all’angolo, costringendolo a dire la verità a tutti, in realtà finisce per commette lo stesso peccato di egoismo commesso da Barry quando ha deciso di far tornare in vita i suoi genitori, non prende cioè in considerazione gli altri, né la situazione delicata in cui tutti si trovano. L’esistenza stessa della Terra e di tutti i suoi abitanti è a rischio e questo è il momento peggiore per le recriminazioni, perché quello di cui hanno bisogno è essere un team unito, non un gruppo di persone che non si fida l’uno dell’altra. Non sorprende infatti che sopo questa rivelazione le cose precipitino tanto velocemente.

Lyla contatta Felicity avvisandola che il Presidente degli Stati Uniti è stato rapito dai Dominatori, ma ormai nessuno si fida più di Barry e non vogliono più seguirlo. L’unico a rimanere dalla sua parte è Oliver che deciderà di restare con lui al campo base mentre Supergirl, Thea, Sara, Heat Wave, Diggle, Firestorm e Atom andranno a cercare di liberare il Presidente. Troppo tardi si renderanno però conto di essere caduti in una trappola, i Dominatori uccidono infatti il loro ostaggio e, grazie ad un congegno, controllano la mente di tutti i presenti scatenandoli contro The Flash e Green Arrow.
Resta aperta la questione se il Presidente sia davvero morto tanto rapidamente, forse era un ologramma? Perché quel che è certo è che se davvero il leader del mondo libero è stato ucciso, alla scena è stata data molto poca importanza. Detto ciò, la battaglia tra quelli che avrebbero dovuto essere i membri di un team coeso è senza quartiere e, nonostante l’intervento di Wally (che – terzo Esater egg – si auto definisce Kid Flash), Green Arrow e Flash sembrano sul punto di soccombere fino a che Barry non riesce salvare la situazione. Sembrerà una cosa banale da dire, ma non sempre la serie dà sufficiente importanza al fatto che Barry sia un ragazzo veramente molto, molto intelligente, il fatto che riesca a vincere d’astuzia Supergirl, che sarebbe stata altrimenti imbattibile, provocandola al punto tale da farle distruggere l’apparato che controllava la sua, come le menti degli altri, dovrebbe essere un tocco veramente apprezzato dagli amanti dei fumetti, come lo sarà stato sicuramente dai fan della serie il riferimento di Barry al primo crossover Arrow/The Flash, quando dirà a Supergirl di non essere il primo supereroe ad avere la mente controllata da un nemico, cosa che è successa proprio a lui in passato.

Proprio quando tutto sembra essere tornato alla normalità e la minaccia di essere uccisi dai loro stessi amici è scongiurata, sotto gli occhi di Barry e degli altri: Ray, Sara, Diggle, Oliver e Thea vengono rapiti dai Dominatori, senza che Flash riesca ad impedirlo, catapultando così gli spettatori direttamente nel secondo episodio del crossover e centesimo di Arrow che andrà in onda questa sera negli Stati Uniti su The CW.