9 modi per capire se hai un’intelligenza superiore alla media

Quali sono i punti in comune alle persone con un livello d’intelligenza superiore alla media?

Gli scienziati si avventurano in ogni campo spinti dalla curiosità che contraddistingue la scienza di scoprire sempre più cose sulla nostra specie e ciò che ci circonda. Sono diversi gli studi e le ricerche condotti in vari paesi del mondo e volti ad individuare quali siano i punti in comune alle persone con un livello d’intelligenza superiore alla media. Ecco alcuni segnali che potrebbero dimostrarla!

1. Più sei alto, più sei intelligente? Molti sono i proverbi, alcuni dei quali poco carini, nati attorno al tipo di altezza delle persone. A quanto pare la maggiore altezza rientra tra le caratteristiche comuni a molte persone intelligenti. La conferma di tale affermazione arriva dall’Università di Princeton nel 2006. Qui gli studiosi hanno osservato un target particolare, i bambini con un’età inferiore ai tre anni, periodo precedente all’inizio dell’educazione scolastica. La conclusione? Quelli più alti, in età adulta, sono propensi ad avere performance cognitive maggiori rispetto ai più bassi.

2. Primogeniti più intelligenti. La grandezza rientra anche in questa altra caratteristica, sebbene riferita stavolta all’età. Secondo uno studio dell’Università di Oslo i promogeniti sono più intelligenti del 2,3 per cento rispetto ai fratelli minori. Gli studiosi hanno analizzato il quoziente intellettivo di 250 mila uomini con un’età compresa fra i 18 e i 20 anni. Cosa fa aumentare l’intelligenza? Secondo lo studio i genitori dedicano maggiore tempo e attenzioni al primo figlio e, nel caso tra il primo e secondo figlio, ci siano tanti anni di differenza, il primo si ritrova ad educare il secondo. Cosa che apporta, secondo gli studiosi, uno svantaggio intellettivo ai più giovani componenti della famiglia.

3. Avere un animale domestico fa la differenza. Chi ha un gatto è un cane è più intelligente? Nel 2014 la professoressa Danise Guastello dalla Carroll Univertisty (USA) ha studiato i padroni di cani e di gatti. Possedere un animale domestico, a quanto pare, migliora le persone: chi ha un cane è più socievole e più energico, mentre chi ha un gatto è più introverso, sensibile, anticonformista e intelligente.

4. I mancini sono più intelligenti? Questa è una vecchia storia, anche se in passato i mancini non erano proprio ben visti. Scrivere con la mano sinistra comporterebbe alcuni vantaggi, tra i quali: l’essere più creativo, pensare fuori dagli scemi e riuscire a rielaborare velocemente le informazioni. Le persone mancine ottengono ottimi risultati nell’ars oratoria e nella coordinazione negli sport, avendo una maggiore interconnessione tra gli emisferi.

5. L’ansia è sintomo d’intelligenza. Si, a quanto pare l’ansia, spesso cattiva compagna di viaggio, è sintomo d’intelligenza e a dimostralo è uno studio della Lakehead University dell’Ontario, in Canada.

6. Grasso o magro? I magri vincono questa partita, come è ovvio che sia, perché stare in forma non può che fare bene alla mente e al corpo. Uno studio francese ha osservato per cinque anni il girovita di 2200 adulti per comprendere se potesse avere ripercussioni sulle loro capacità cognitive. I test d’intelligenza hanno dimostrato che gli adulti con una massa corporea inferiore o pari a 20, quindi una buona forma fisica, hanno ricordato il 56 per cento dei termini che componevano il test, contro il 44 per cento degli obesi.

7. Il fumo fa male anche all’intelligenza. Se essere obesi fa male, figurarsi il fumo. Uno studio israeliano del 2010 ha preso in esame il livello d’intelligenza di 20 mila israeliani. Risultato? I militari che fumavano almeno un pacchetto di sigarette al giorno avevano un quoziente intellettivo di 7,5 punti inferiore rispetto a quello dei non fumatori.

8. Latte materno. Secondo la pubblicazione di Lancet Global Health prendere il latte materno aiuta a crescere meglio ed avere un maggiore sviluppo intellettivo.

9. Le droghe leggere. Uno studio inglese condotto nel 2012 ha osservato sei mila inglesi nati nel lontano 1958, osservando il legame che ci fosse tra il loro quoziente intellettivo infantile e l’individuale predisposizione all’uso di droghe leggere e ricreative nell’età adulta. Ciò non significa che usare droghe renda intelligenti, ma anche in questo caso dipende da una predisposizione.

(Immagine: scienzenotizie.it)