
Per il turismo il 2009 è un anno orribile: lo sostiene Confturismo secondo cui si fanno meno vacanze, il numero totale dei giorni si è ridotto di un terzo in due anni e si si spende sempre meno (-18%).
Il fatturato delle imprese turistiche è in caduta del 15%, le presenze negli alberghi sono crollate del 6,7%, quelle degli stranieri in Italia dell’11,5%.
Secondo Confturismo se è vero che c’è stato un modesto incremento di quanti si sono concesso un break, è diminuito drasticamente (-18%) il budget messo a disposizione per le ferie (710 euro pro capite contro gli 861 dello scorso anno) e sono anche diminuiti i giorni: non più due settimane ma una cifra oscillante tra i 10 e i 12 giorni.
Il turismo alberghiero è sceso solo nel 2009 del 6,7%, quello legato ai pacchetti-vacanza venduti da agenzie e tour operator, di quasi il 20%.
Il 74% degli italiani in vacanza preferisce restare in patria scegliendo il mare nel 73% dei casi con una preferenza massiccia per il mese di agosto (55%) e per le spiagge della Romagna e della Puglia; in ribasso, invece, la Sardegna e altre località percepite come ricche.
All’estero va solo il 23% dei vacanzieri, scegliendo le capitali europee al primo posto (45,7%), New York (17,1%) ma anche i mari tropicali (16,4%).
Quell’11,5% di stranieri che manca all’appello è costituito soprattutto da americani e poi da inglesi.
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