
La vacanza è l’alternativa, il diversivo, l’opposto di routine e quotidianità: chi vive nel freddo nord desidera il sole del sud, chi passa le sue giornate nella tranquillità di un piccolo paese cerca la ressa e le zone ad alta concentrazione umana, chi abita sulle cime di una montagna s’immagina disteso su una spiaggia e chi si muove quotidianamente nella frenesia, nel caos, nel rumore delle grande metropoli sogna… il selvaggio west.
Idaho e Montana, South Dakota e Wyoming sono i punti di riferimento dell’immensa distesa statunitense, sono la terra di cowboy, rodei e ranch, sono le mete sempre più concrete e frequentate di una nuova formula di vacanza, che catapulta indietro nel tempo, a contatto con abitudini e ritmi di vita che hanno alimentato l’immaginario di tutti gli “adepti” di Sergio Leone e Tex Willer.
Non siamo molto lontani dal successo avuto in Italia dall’agriturismo. La soluzione del ranch negli States raccoglie le stesse istanze e soddisfa le stesse esigenze. Alla base il legittimo desiderio di riavvicinarsi ad un passato neanche troppo lontano, agli usi e alle tradizioni che ne regolavano i ritmi, alla semplicità di uno stile di vita spesso sopraffatto dalla modernità.
Ricchissimo il ventaglio delle possibilità. I Dude-Ranch accettano prenotazioni per un soggiorno minimo di una settimana, i Guest-Ranch anche per periodi più brevi, ma entrambi focalizzano la propria attenzione sulle attività all’aria aperta, dalle escursioni a cavallo alla pesca; i Working-Ranch coinvolgono l’ospite in specifici programmi di lavoro, immergendolo nel vivo della vita del cowboy; attraverso i Cattle-Ranch si indossano i ruvidi panni del mandriano, con vere e proprie transumanze ed escursioni nella natura più selvaggia.
Per i palati più sofisticati esistono anche i Ranch-Resort, uno strano ibrido che alterna passeggiate a cavallo a piscine e campi da tennis, arrampicate sulle rocce a ricercate sistemazioni all’insegna del confort e del cibo raffinato.
Insomma tante variabili per un denominatore comune, che passa per un falò in mezzo alla prateria e giornate in sella ad un cavallo, per una vecchia canzone accompagnata dal suono di un’armonica e impervie passeggiate tra le montagne, per una gita estemporanea a bordo di un treno a vapore o di una tipica diligenza e la visione di un autentico rodeo (come il Cheyenne Frontier Days nel Wyoming, in assoluto il più grande e il più prestigioso del mondo), per un tiro al bersaglio e una serata trascorsa a ballare musica country.
Una volta tornati a casa sarà impossibile non essere un po’ più duri e, quando si aspetta la metropolitana con un quarto d’ora di ritardo e arriva carica come un carro bestiame, non sentire nell’aria la voce del "padre di tutti i cowboy" che dice: "Coraggio è essere spaventati a morte, ma montare comunque in sella" (John Wayne).
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