Pantelleria, a metà strada tra la Sicilia e l’Africa, è uno di quei posti dedicato a chi ama davvero ascoltare il rumore della natura, cercare di penetrare i segreti di un paesaggio aspro, a volte ostile, ma sicuramente affascinante.
Niente vita mondana a Pantelleria, ma tanto tanto mare: da scoprire a piedi o meglio ancora in barca, lasciandosi trasportare dal vento caldo e a tratti impetuoso che ha valso all’isola il titolo di figlia del vento.
Pantelleria è la parte visibile di un vulcano e proprio per questo motivo si possono riconoscere sulla sua ridotta superficie, 83 Km2, molti crateri; la sua origine vulcanica ne ha segnato profondamente il territorio, regalandole una terra scura, colate di lava solidificate sulle pareti rocciose e brulle, sorgenti termali e fanghi ricchi di sali minerali e infine le tanto apprezzate favàre, getti di vapore simili in tutto e per tutto ai geyser finlandesi.
Forte è l’impronta lasciata dal passaggio degli arabi, tanto che a Pantelleria gli edifici più famosi sono i dammusi, costruzioni di pietra viva con il tetto a cupola. Trovare un posto a poco prezzo a Pantelleria è un'impresa difficilissima, anche perchè l'isola è da sempre frequentata da vip italiani e stranieri che qui si rifugiano dagli assalti della stampa. Tentativi per trovare una sistemazione possono essere fatti utilizzando come strumento Internet e le varie agenzie di viaggio virtuali, tra cui Expedia, Edreams o anche con un pizzico di fortuna trovare qualcuno che mette a disposizione stanze o appartamenti a Pantelleria grazie ad Ebay.
Pantelleria è percorsa da una strada a picco sulle coste che consente l’accesso a tutti i punti più importanti; intorno al porto di Pantelleria, il capoluogo principale, è semplice accedere alle spiagge di Arenella e Punta Sidere.
A Nord, sulla costa, si incontra invece la grotta del Bue Marino, dalla cui riva accessibile solo via mare si accede alla Cala dei Cinque Denti, caratterizzata da rocce nere appuntite e acque cristalline.
Nell’entroterra è accessibile invece lo Specchio di Venere, lago rotondo che ha occupato un cratere vulcanico e che per questo motivo richiama l’attenzione di chi vuole curarsi con i fanghi naturali.
Sulla costa Est si aprono invece Costa Tramontana e Cala Levante, porticcioli da vedere per le loro caratteristiche casette.
Verso Sud, dopo aver attraversato calette e grotte, si arriva alla Ballata dei Turchi, dove si può accedere alla cava preistorica di ossidiana grazie alle balate, scogli listi che permettono la discesa. Da qui la costa risale a picco sul mare, bordata di sorgenti termali, verso Scauri, paesino vicino al quale sorgono le favàre, getti di vapore caldo di origine vulcanica, e la sorgenti termali di Satària, nate in una cavità della roccia e contenenti acqua naturale calda.
Nei fondali di Pantelleria è facile scorgere posidonie, coralli (anche neri), spugne e una fauna assolutamente rigogliosa; per immergersi sono consigliate la secca a 3Km a Nord-Est dell’isola e le zone di fronte a Scauri. Anche nella Secca di Nicà si fa snorkelling partendo da Cala Tramontana; a Cala Gadir, invece, ci si immergere per provare le emozioni dell’archeologia subacquea, che consente di vedere a distanza ravvicinata resti antichi mescolate alle bellezze dei fondali.
L’entroterra di Pantelleria è pieno di dammusi, alcuni raggruppati in contrade altri isolati; belli da vedere i terrazzamenti delle pendici dei monti, soprattutto quelli di zibibbo dai quali si ricava il Moscato Passito di Pantelleria.
Da assaggiare assolutamente il pesto pantesco, con pomodoro crudo, aglio, basilico, e peperoncino, e i ravioli amari, ripieni di ricotta alla menta. Il cuscus, tipico piatto africano, è stato adattato a Pantelleria e viene mischiato a verdure di mare. Con le zucchine si prepara la cuccurummà, mentre la tumma, il formaggio locale, è utilizzato per condire le insalate insieme a capperi e origano. Tra i dolci, da assaggiare quelli tipicamente arabi: ravioli dolci e frittelle in primis.