A Beirut, la capitale del Levante

Purtroppo Beirut, capitale del Libano, andò quasi completamente distrutta nella guerra civile del 1975.

Grazie a un progetto di ricostruzione del centro, noto come Solidére, qualcosa è stato recuperato, anche se la maggior parte dei reperti sono stati cancellati dai nuovi palazzi.

In tutta la città, infatti, si alternano edifici pieni di buchi di proiettile ed edifici nuovi, a palazzi vecchi con i tetti rossi e i muri giallo ocra.

Una delle zone con più vita è il lungomare, chiamato Corniche. Qui, lungo l’avenue des Francais si ritrova la gioventù: studenti e turisti passeggiano tra bar, ristoranti e locali. 

Del centro storico di Beirut non è rimasto nulla, ora è chiamato downtown, ma rimane comunque il luogo più frequentato. Mentre la Place de l’Etoile ha conservato il suo famoso orologio, costruito dai francesi.

E a Place des Martyrs c’è ancora la "carcassa" a pianta rotonda del vecchio cinema, in voga negli anni cinquanta, ora diventata location di set cinematografici. In quasi tutti i caffè della città si gioca a dadi o a backgammon, fumando il narghilé seduti per terra.

Nonostante la ricostruzione, Beirut ha comunque mantenuto il suo fascino e la sua magia: dai vecchi Champs Elysés, alle vecchie ville signorili della rue Sursock, passando per le piccole botteghe tradizionali della rue Gouraud, strada principale del quartiere Gemmryze, costruito all’inizio del novecento.

E anche se non dimentica il suo passato, Beirut è una città vitale, fatta soprattutti di studenti (ci sono almeno sei università) che provengono da tutti i paesi del golfo e che sono il presente e il futuro della capitale del Libano.