A Boston la Dotta, negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono il mondo nuovo, la terra delle opportunità, il luogo dove lo sguardo punta avanti e raramente si volge indietro, dove il futuro è la regola e il passato l’eccezione. Sono poche le testimonianze della storia, sparse, spesso trascurate, come accade con la grande eredità dei Pellerossa.

Negli Stati Uniti, però, c’è una città che ha saputo come nessun’altra mantenere viva la propria memoria e la propria identità, preservando addirittura alcune tracce della sua fondazione. Questa città è Boston.

 

Sorta su una serie di piccole penisole della costa atlantica, collegate tra loro da una fitta trama di ponti e tunnel sottomarini, la capitale del Massachusetts è davvero una delle culle della cultura americana. Fondata nel 1630 dai coloni puritani inglesi, in fuga dalle persecuzioni della madre patria, fece emergere fin dalle origini la sua vocazione intellettuale e convenzionalmente “europea”.

La Boston Latin School fu aperta nel 1634 e rimane a tutt’oggi uno dei più esclusivi licei pubblici della città; per non parlare di Harvard, costruita nell’adiacente area metropolitana di Cambridge nel 1636 e considerata tra le Università più prestigiose del mondo, intorno alla quale si muovono circa una cinquantina di ulteriori college e atenei.

Dove attecchisce la cultura attecchisce la civiltà. Ecco perché Boston si è sempre distinta per il suo spirito progressista: dai tempi dello storico Boston Tea Party, primo passo verso la Guerra di Indipendenza contro l’Inghilterra, alla creazione del movimento per l’abolizione della schiavitù, dall’apertura verso gli immigrati, che nell’Ottocento raggiungevano la città da ogni angolo del mondo, ai tempi recenti, in cui lo stato del Massachusetts spicca come l’unico dei cinquanta a riconoscere il matrimonio tra omosessuali.

 

Aperta nella mentalità come nella topografia. Il suo porto, oltre ad aver incredibilmente favorito l’economia interna, rappresenta un’affascinante vetrina sul mare e funge da simbolo di un sistema di collegamenti, via aria, terra o mare, funzionale e molto organizzato (con un occhio di riguardo proprio nei confronti dell’Europa).

Nonostante lo sviluppo industriale, il New England, di cui Boston è l’indiscussa regina, rimane un luogo di grande tradizione, con splendidi scorci marittimi e campestri, e anche nella sua parte più propriamente urbana la città mantiene un forte legame con il passato, che si respira in molte strade e in molti quartieri, come l’East Boston o il North End, nel passaggio di fronte alla storica Old State House o tra le stanze del Museo delle Belle Arti.

 

Particolarmente sentito anche il legame con l’Italia. Dai tempi della prima immigrazione, con stuoli di Abruzzesi e Campani che riempivano la parte orientale della città dei loro costumi e dei loro sapori, ai giorni nostri, con una forte concentrazione di ricercatori italiani, specie nel campo della medicina e delle biotecnologie, con una delle domande di marcato dei mobili artigianali italiani più cospicue degli Stati Uniti, o addirittura con un patto d’intesa per la collaborazione tra industrie, istituzioni e centri formativi, siglato nel 2005 tra il Governatore del Massachusetts e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.