A Lecce, la regina barocca del Salento

Lecce è la signora del Sud, bella, opulenta e avvolgente, forme sinuose e morbide, calore e umanità, ma anche seduzione, al punto da essere nei secoli oggetto di desiderio e di conquista da parte di innumerevoli popolazioni: dai Romani agli Ostrogoti, dai Bizantini ai Saraceni, dai Greci ai Longobardi, dagli Ungari agli Slavi, dai Normanni agli Svevi, dagli Angioini agli Aragonesi.

Passaggi di cultura e civiltà di cui la città salentina conserva moltissime testimonianze, intrecciandosi con quello che rimane, in forma assoluta e unica, il suo volto più sentito.

 

Lecce è il Barocco, qui così pregnante da essersi sviluppato in una forma tutta sua, nata dall’incontro tra la dominazione spagnola, le espressioni artistiche seicentesche e la pietra locale, calcarea e malleabile, perfetta per la lavorazione e protagonista indiscussa delle sue architetture.

Il Barocco Leccese, con i suoi fregi, i suoi capitelli, i suoi pinnacoli e i suoi rosoni, si impone nella maggior parte dei monumenti e dei luoghi simbolo della città.

A cominciare dall’apertura di Piazza Duomo, con la centralità della Cattedrale, considerata tra le più belle d’Italia, proseguendo con altri luoghi di culto e bellezza, come la sontuosa Basilica di Santa Croce, la Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo, quella di San Matteo o la Chiesa di San Francesco della Scarpa, che deve il suo nome alla leggenda secondo cui San Francesco D’Assisi, di ritorno dalla Palestina trovasse qui ristoro lasciando in cambio uno dei suoi sandali.

 

Espressioni laiche ma altrettanto calzanti sono il Palazzo dei Celestini, contraddistinto da un barocco molto più sobrio di quello tipicamente leccese, o il Castello, edificato, come l’Arco di Trionfo (meglio noto come Porta Napoli), sotto Carlo V per contrastare le invasioni turche, ma divenuto nei secoli espressione di un incontro tra stili e tradizioni che legano indissolubilmente oriente e occidente.

Cuore della città è Piazza Sant’Oronzo, in cui si fondono e si manifestano come in nessun altro luogo le tante influenze culturali del Salento.

Partendo dallo splendido Anfiteatro di epoca romana, passando alla statua di Sant’Oronzo (divenuto patrono della città dopo la sua miracolosa intercessione contro la terribile pestilenza del 1656), e da qui al Palazzo del Municipio, in cui s’intrecciano gotico, rinascimentale e barocco, poi alla Chiesetta di San Marco, testimone delle contaminazioni veneziane, per arrivare al mosaico che compone la pavimentazione centrale della piazza, riproducendo lo stemma cittadino della lupa con un leccio sullo sfondo.