Alla scoperta di Bergen in Norvegia

Arte, cultura e un contesto naturale unico nel suo genere per la seconda città della Norvegia, un tempo (tra il XII e il XII secolo) capitale di questa antica monarchia.

Bergen ha oltre 300.000 abitanti, ma l’impressione, visitandola, è quella di passeggiare per un tranquillo paese nordico.

In pieno medioevo dominava una regione che comprendeva Scozia, Groenlandia e Islanda e da queste coste partivano i mercanti della Lega Anseatica con la pesca al merluzzo che muoveva l’economia cittadina; il merluzzo veniva essiccato per essere venduto nei mercati di tutto il continente e il nome stoccafisso (stokfisk) vuol dire appunto pesce-bastone.

L’antico quartiere di Bryggen, la zona a nord del porto che conserva ancora i colorati edifici dei ricchi mercanti che risiedevano qui al tempo della Lega Anseatica (XIV secolo), è interamente costruita in legno e sembra essere uscita direttamente dalla punta del pennello di un pittore fiammingo, oltre ad essere stata dichiarata patrimonio universale dell’umanità dell’Unesco.

Per capire la vita e il lavoro di questi padri fondatori della moderna classe borghese basta visitare il Museo Anseatico mentre nei pressi del porto va programmata una visita al mercato del pesce, il Fisketorget, con i suoi colori e i suoi odori: qui potrete assaggiare le infinite varietà di pesce che vanno dal salmone ai vari tipi di merluzzo (con cui viene preparato il piatto tipico norvese, il Lutefisk), alla balena, che in Norvegia purtroppo viene ancora cacciata, ai granchi reali, una specie di granchio che può raggiungere anche il metro di larghezza!

 

Come ogni città portuale, Bergen è da sempre molto aperta e ospitale con i viaggiatori ed inoltre è sede di parecchie università che la rendono una meta decisamente giovane.

Spostandosi fuori Bergen troviamo subito i più grandi fiordi di Norvegia, che possono essere visitati sia in battello che dall’alto con il treno, in un mondo dove mare e montagna si incontrano.

Il modo più originale di visitare i fiordi è però con il battello della leggendaria linea postale, "costretto" ad infilarsi in ogni fiordo per recapitare la corrispondenza.