Belgrado, la città delle convergenze

Un milione e mezzo di abitanti per una città che è stata, da 7.000 anni a questa parte, crocevia culturale e politico, centro nevralgico di una storia complessa e tormentata, capitale di una “nazione”, oggi completamente frammentata, in cui convergono le tradizioni e i costumi di tutto l’Est europeo, intrecciandosi, tra dramma e magia, con le influenze del mondo islamico.

Questo è il territorio della Ex-Jugoslavia, distante da noi in moltissimi punti ma geograficamente prospettico nella comune condivisione del Mare Adriatico, e questa è la sintesi di Belgrado, capitale fino al 1991, quando una guerra dai nodi ancora irrisolti, ne ha ridimensionato il ruolo.

La storia di Belgrado comincia nel 4800 a.C., con lo stanziamento delle popolazioni neolitiche Starčevo e Vinča, a cui, nel III sec. a.C., subentrano i Celti, fondando un villaggio in quello che è oggi il centro storico della città.

Poi i Romani e, con la caduta dell’Impero, il passaggio di mano tra Bizantini e Bulgari, Magiari e Serbi, per tutto il periodo compreso tra il IX e il XVI secolo; nel 1521 l’area viene conquistata dagli Ottomani, per passare sotto il controllo degli Asburgo fino al 1841, quando una nuova avanzata ottomana sposta l’asse culturale, religioso e politico di Belgrado definitivamente verso Oriente, lasciandola in balia di questa particolare convergenza fino ad oggi, tra la dittatura di Tito e quella di Milosevic.

Segnata ma bellissima, Belgrado trae proprio dalle sue contraddizioni e dalle sue cicatrici quel fascino che la rende ogni anno meta ambita di moltissimi visitatori. E in questo luogo le attrattive sono davvero tante.

Si parte dal fascino sempiterno del passato, con gli storici edifici disseminati lungo le zone di Skadarlija, Narodni Muzej, Narodno Pozorište, Zemun, Piazza Nikola Pašić, Terazije, Kalemegan o Ulica Knez Mihailova, o quelli della Piazza degli Studenti, del Parlamento, del Tempio di San Sava e del Palazzo Vecchio.

Ci si sposta lungo il Danubio, tra parchi (dove spiccano per notorietà quelli di Topčider e Košutnjak, nei pressi della Kuća Cveća, il Mausoleo di Tito) e monumenti, musei e caffé, negozi e ristoranti; per poi salire verso il Monumento dell’Eroe Sconosciuto, che sorge sul punto più alto della città, da cui è possibile ammirarne tutto lo splendido panorama.

E si arriva all’altro fiume di Belgrado, il Sava (la meta estiva più amata dai suoi abitanti), che lungo 7 chilometri di spiaggia offre un’infinita varietà di diversivi, raccolti sotto il comune denominatore dello sport, scandagliato in molte delle discipline possibili.

Mentre sono le sedici isole distribuite lungo le sue acque a fornire un’alternativa naturale, con la riserva di uccelli acquatici della Grande Isola della Guerra o che le specie animali e vegetali custodite nella vicina Piccola Isola della Guerra.