Bergamo, l’anima medievale della Lombardia

Cinta da sette colli, nel centro pressoché esatto della Lombardia, Bergamo si pone da sempre come uno dei nuclei più belli della regione, alimentando il suo fascino con la netta contrapposizione di due identità: Berghem de Sotà e Berghem de Surà.

È soprattutto quest’ultima, la Bergamo Alta, ad aver reso la città una tappa impedibile del “turismo in terra nostra”, mantenendola nella sua splendida conformazione medievale ed eleggendola nei secoli a centro storico cittadino, ufficialmente contrapposta ai borghi sottostanti.

Circondata dai bastioni eretti nel XVI secolo durante la dominazione veneziana ad integrazione delle preesistenti fortificazioni, Bergamo Alta si è trasformata da fortezza inespugnabile a testimonianza storica perfettamente conservata (insieme a Ferrara, Lucca e Grosseto, l’unico centro storico ancora completamente circondato dalle antiche mura).

Il suo cuore pulsante è Piazza Vecchia, nel cui centro troneggia la Fontana del Contarini, guardata da tutti i lati da splendidi edifici, tra cui spiccano il Palazzo della Regione, la Torre Civica (per i Bergamaschi il Campanone, ancora oggi fedele alla tradizione dei suoi 100 rintocchi suonati alle dieci in punto per avvertire la cittadinanza della chiusura delle mura del bastione) o le bianche pareti del Palazzo Nuovo.

A sud della piazza si susseguono il Duomo, la Cappella Colleoni, il Battistero e la Basilica di Santa Maria Maggiore, al cui interno si ammirano la complessa fusione dei principali stili architettonici, la sequenza dei notevoli intarsi lignei a soggetto biblico di Lorenzo Lotto, l’imponente confessionale barocco scolpito da Andrea Fantoni e la tomba del compositore Gaetano Donizetti.

Da un lato di Piazza Vecchia si sviluppa la celebre Via Colleoni (nota anche come la Corsaröla), che connette all’altra piazza di riferimento della città alta, Piazza della Cittadella.

A questo punto si può scendere giù, con l’autobus, con la funicolare, con la macchina (che è però vietata nei week-end estivi e di domenica) o con quello che è senza dubbio il mezzo migliore: gli scorlazzini, le tipiche scalinate che collegano in più punti le due anime di Bergamo.