Calcata, la fortezza controcorrente

A circa 45 chilometri da Roma e Viterbo, arroccato su una montagna di tufo, affacciato sulla Valle del Treja, sorge il piccolo comune di Calcata: un luogo assolutamente unico, un piccolo borgo medievale sviluppato dentro le mura del castello che ne rappresenta l’indiscusso epicentro.

Da molti considerata come la fortezza medievale meglio conservata d’Italia, Calcata ha nell’aspetto e nelle atmosfere qualcosa di inalterato, di immutato rispetto al tempo e allo spazio.

Ad averla resa così inespugnabile, non sono soltanto la sua impervia posizione a strapiombo su una roccia vulcanica, l’imponente barriera difensiva delle sue mura o l’autoritario aspetto del portone d’accesso al paese, ma è soprattutto la storia più recente, quella che comincia nel dopoguerra con la ricostruzione e prosegue poi con il boom economico, e che per molti comuni italiani ha rappresentato l’inizio di un radicale stravolgimento del proprio assetto urbano.
Per molti comuni, ma non per Calcata.

Negli anni ’30 infatti, su precisa disposizione governativa, la cittadina venne bruscamente evacuata per paura di un cedimento delle pareti rocciose, diventando per qualche decennio una sorta di “paese fantasma”.

Negli anni ’60, però, l’antico borgo medievale comincia a popolarsi di artisti e Hippies, affascinati dalla sua suggestiva scenografia; furono proprio loro, acquistando gradualmente le case dismesse, a convincere il governo a ritirare la dichiarazione di inagibilità e a trasformare Calcata in un paradiso dell’arte e dell’artigianato, in una piccola comunità artistica ancora oggi in fermento.

La minuscola piazza, la chiesetta, le vie acciottolate, le scalinate irregolari, le pareti di pietra, le terrazze panoramiche che compongono il nucleo storico del paese nascondono un particolarissimo intreccio di espressioni: gallerie artistiche e botteghe artigianali, esposizioni sotterranee e negozietti di chincaglierie, cantine aperte e vecchie sale da the.

L’anima palpitante di un luogo che ha saputo opporsi al corso della storia, inventandosene uno suo, e divenendo così uno splendido baluardo di tutti gli spiriti controcorrente.