Fare surf in Australia, un’esperienza indimenticabile

È lo Stato simbolo di quell’Oceania che appare ancora come il continente più selvaggio e inesplorato, più nuovo e sfuggente. Ne è lo Stato più grande, il più noto, per certi versi il più complesso. Così si presenta da sempre l’Australia, difficile da capire e da descrivere, piena di slanci e contraddizioni.

Scoperta dagli Occidentali solo nel XVII secolo e da quel momento sotto il controllo inglese, l’immensa isola è stata dapprima relegata a colonia penale, per poi sviluppare una sua controversa identità: chiamata al referendum per la democrazia ha continuato a preferire un governo monarchico,

Indipendentemente dalle risorse del suo territorio, si trova da anni invischiata in una strana spirale di criminalità e disoccupazione, al di là di una presenza ormai secolare dell’uomo bianco, fatica non poco nel vederlo integrato alle autoctone popolazioni aborigene.

Altrettanto aspra, intricata, sfuggente appare nella sua morfologia: dalle smisurate catene montuose alle variegate macchie di vegetazione (popolate dalle più incredibili specie animali), dalle distese desertiche alle modernissime città, fino ad arrivare a quello che è forse il “grande dio” dell’Australia, quell’Oceano che tutto avvolge e su tutto vigila.

È proprio l’abbraccio di questa immensa distesa azzurra (data dalla confluenza di Oceano Indiano, Mare di Timor, Mare degli Aratura, Oceano Pacifico, Mar dei Coralli e Mare di Tasman) ad avere innescato e alimentato negli anni una delle espressioni qui più sentite e diffuse: il surf.

Per gli abitanti del posto, come per tutto il popolo dei surfisti che riempie ogni anno le coste australiane, il surf è molto più di uno sport.

C’è qualcosa di mistico nella forma della sua tavola, che richiama sia gli splendidi totem venerati dalle popolazioni aborigene, che la pinna dello squalo, uno dei più antichi abitatori degli oceani; c’è qualcosa di primordiale in questo incontro tra l’uomo e l’acqua, alla base di una fusione che lo avvicina come niente altro al mondo marino, in questa continua esposizione all’umore dei venti, che sollevano le onde ad altezze spesso inimmaginabili.

Per gli amanti più navigati di questo sport, per gli spiriti impavidi e spavaldi, per i continui cercatori di un contatto viscerale con le manifestazioni della natura, cavalcare le gigantesche onde dell’Oceano australiano è un’esperienza assolutamente da provare.