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12 Dec

Ferrara Buskers Festival 2010, il programma

19 luglio 2010
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Si terrà dal 20 al 29 agosto prossimo la 23esima edizione del Ferrara Buskers Festival che trasformerà il centro estense in un grande teatro incantato.

Ad incoronare la fantasiosa manifestazione di quest’anno è stata scelta come nazione ospite la Francia per cui tra i 20 gruppi invitati, 4 arrivano dal territorio transalpino.

Quest’anno l’anteprima andrà in scena venerdì 20 agosto 2010 a Comacchio mentre nei giorni seguenti, percorrendo i sentieri incantati del centro storico della città estense, il pubblico potrà tuffarsi nelle armonie retrò e le atmosfere swing della prima metà del secolo scorso con la Cialtrontrio Bigbanda, sognare tra le dolci arie della musica classica, reinterpretate a ritmo di marimba e xilofono dall’ingegnosa capacità della coppia polacca del Mallet Duo, danzare con le canzoni dello straordinario one-man-act danese Frederik Konradsen, in un tripudio di sonorità reggae, jazz, swing e latino-americane.

E poi divertirsi tra le ballate e i canti multietnici dei vagabondi personaggi della band Gadjo, che dalle spiagge di Barcellona arrivano a Ferrara con un mix effervescente di generi musicali provenienti dalla tradizione balcanica, tzigana e gispy swing.

Sarà impossibile non farsi catturare dalle tensioni espressive e spirituali della musica klezmer del gruppo praghese dei Trombenik mentre dalle esotiche e affascinanti terre di Bahìa, i Barlavento sono pronti ad animare il Ferrara Buskers Festival con il calore e le vibrazioni di uno speciale samba de roda.

Dalle regioni dell’Africa Occidentale arriva con la sua kora il re dei griot Lao Kouyate mentre origini diverse sono quelle dei The Lucky OnTelecom Italia Mobile che lancia la nuova tariffa Tim Base Internet a Volume, che consentirà ai clienti di poter navigare in Internet ad 1 euro per ogni megabyte scaricato.es, il trio inglese che si diverte a mettere in scena un intreccio fatto ad arte di musica, teatro e commedia, reinterpretando i motivi che hanno segnato l’epoca odierna.

Dalla vicina Irlanda arriva il duo di Robert Pfeiffer e Peter Kelly, facendo risuonare Ferrara con ballate e canzoni provenienti dalla festosa tradizione musicale irlandese.

E di sicuro unico e travolgente è lo spettacolo che la dinamica band italiana dei Manzella Quartet – Formazione Instabile ha intenzione di proporre al festival per ricercare una particolare filosofia del suono, in cui i brani sono spunti e idee che lo spettatore è invitato a ricostruire con l’immaginazione.

Chiassosa, ma dalla musicalità più ricercata, è la performance del compositore croato Branco Galoic & Skakavac Orkestar, l’eclettica ed internazionale orchestra che sa reinventare la tradizione balcanica con strabilianti contaminazioni gipsy, pop e blues.

Attraversando le piazze e le location del centro estense non si potrà non riconoscere l’insolito strumento bufù a forma di scatola colorata dei The He Hew’s, noto gruppo di buskers di Norwich dalle pimpanti sonorità swing e ska.

Tra gli artisti francesi, degna di attenzione è la fiabesca fanfara viaggiante dei Bal’us’trad, un’allegra combriccola folk che diffonde le arie delle terre di Francia con le melodie medievali, balcaniche, irlandesi, senza rinunciare al gusto dell’improvvisazione. Dalla prolifera nazione d’oltralpe giungono a Ferrara, in uno scoppiettante revivol di balli popolari anni’30, i 5 musicisti de Les bandits Manchots.

Virtuosità e stile contraddistinguono il collettivo di musica popolare ucraina Rapsodia, musicisti e vocalisti con uno stupefacente bagaglio di strumenti recuperati dalle antiche feste e solennità ucraine che si esibiscono in canzoni folcloristiche e nelle melodie della musica del mondo, con i suoi diversi generi e tendenze. Miscuglio armonico di differenti influssi popolari, combinati con le impressioni classiche è quello del trio dei Cobario e altro trio autentico è quello dei Borsalino. Un concentrato sonoro di valzer e canzoni francesi interpretati secondo i canoni della sensibilità musicale parigina.

Non poteva mancare la voce d’oltreoceano di Ray Ashby, chitarrista autodidatta dalle abili doti creative pronto ad entusiasmare il pubblico con un divertentissimo show fatto di ballate country , musica folk, accenti jazz e cadenze blues mentre ad emanare un’ulteriore ventata di energia ci pensano i Broken Boyz, un trio dal suono molto roots, che mischia blues, soul, gospel e reggae e il trascinante El Tumbao de Juana, che con incredibile carisma recupera le particolari musiche folcloriche della Costa Caribe colombiana rielaborandole con i ritmi della rumba catalana e la reggae music. Un’esplosione di danze scatenate, alla quale è difficile non partecipare.

Tutte le informazioni sempre aggiornate sono disponibili sul sito ufficiale del Festival a questo indirizzo.

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